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T-DXd, una nuova speranza nel tumore della mammella HER2+ metastatico

By 11 Dicembre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
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L’antibody drug conjugate sperimentale [Fam-] trastuzumab deruxtecan (T-DXd) in pazienti con tumore della mammella HER2+ pesantemente pretrattate ha garantito un tasso di risposta oggettiva (ORR), confermato da una valutazione centrale indipendente, del 60,9%, con un 6% di risposte complete e un 54,9% di risposte parziali, portando a una PFS media di 16,4 mesi. Sono i risultati dello studio di Fase II DESTINY-Breast01, presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) e pubblicati sul “New England Journal of Medicine”.

Il farmaco antibody drug conjugate (ADC) denominato [Fam-] trastuzumab deruxtecan (T-DXd) è composto da un anticorpo anti HER2 umanizzato cui è legato, tramite un legante a base tetrapeptidica, un carico citotossico, cioè un nuovo inibitore della topoisomerasi I. È progettato per portare in modo mirato e poi somministrare la chemioterapia all’interno delle cellule tumorali e ridurre così, rispetto ai meccanismi della comune terapia, l’esposizione sistemica al carico citotossico.

“Sebbene terapie anti-HER2 come trastuzumab, pertuzumab e T-DM1 abbiano portato a indubbi miglioramenti nell’outcome clinico nelle pazienti con tumore della mammella HER2+ avanzato, quasi inevitabilmente si sviluppa una resistenza a questi farmaci e a quel punto non abbiamo uno standard di cura definito”, spiega Ian Krop, condirettore della Division of Breast Oncology del Dana-Farber Cancer Institute. “Perciò esiste chiaramente un unmet need clinico da affrontare”.

Il team di ricercatori coordinato da Krop ha arruolato 184 pazienti con tumore della mammella HER2+ metastatico trattate precedentemente. Le pazienti avevano ricevuto una media di 6 trattamenti precedenti per tumore della mammella metastatico, inclusi ado-trastuzumab emtansine (T-DM1) (100%), trastuzumab (100%), pertuzumab (65,8%), altre terapie anti-HER2 (54,3%), terapie ormonali (48,9%) e altre terapie sistemiche (99,5%). Le 184 pazienti hanno ricevuto una dose di 5,4 mg/kg di T-DXd. La durata mediana del trattamento è stata di 10 mesi (intervallo: 0,7 – 20,5 mesi) con una durata mediana del follow-up di 11,1 mesi (intervallo: 0,7-19,9). Dal cut-off dei dati del 1 agosto 2019, il 42,9% delle pazienti è rimasto in trattamento. È stato osservato un tasso di risposta obiettiva del 60,9%, con un 6% di risposte complete e un 54,9% di risposte parziali. La progression free survival media è stata di 16,4 mesi. Il profilo di sicurezza e tollerabilità di [Fam-] trastuzumab deruxtecan è stato coerente con quello osservato nello studio di fase I. Gli eventi avversi più comuni di grado 3 o superiore osservati nel corso del trattamento sono stati riduzione del numero dei neutrofili (20,7%), anemia (8,7%), nausea (7,6%), riduzione del numero dei leucociti (6,5%), riduzione del numero dei linfociti (6,5%) e spossatezza (6%). Complessivamente, il 13,6% delle pazienti ha mostrato una malattia polmonare interstiziale (ILD) correlata al trattamento, come confermato da una valutazione indipendente. Rispetto alla gravità, gli eventi sono stati principalmente di grado 1 o 2 (10,9%), con uno di grado 3 (0,5%) e nessun evento di grado 4. I quattro decessi registrati (2,2%) sono stati causati da ILD.

David Frati

Krop IE, Saura C, Yamashita T, Park YH, Tamura K et al. [Fam-] trastuzumab deruxtecan (T-DXd; DS-8201a) in subjects with HER2-positive metastatic breast cancer previously treated with T-DM1: A phase 2, multicenter, open-label study (DESTINY-Breast01). Abstract GS1-03, SABCS 2019.