T-DXd nel carcinoma mammario metastatico HER2+: efficacia, gestione e prospettive, una rassegna

Intervista a Fabio Canino By 7 Maggio 2026No Comments
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Il carcinoma mammario HER2-positivo rappresenta circa il 15-20% di tutti i tumori della mammella ed è caratterizzato da biologia più aggressiva e prognosi sfavorevole rispetto ad altri fenotipi. Tuttavia l’avvento degli agenti anti-HER2 ha permesso di rendere la malattia sempre più gestibile anche nelle fasi più avanzate. Tra le nuove strategie terapeutiche, trastuzumab-deruxtecan (T-DXd) rappresenta un nuovo standard di cura grazie alla sua elevata efficacia, capacità di indurre risposte profonde e durature, attività significativa anche in sedi difficilmente trattabili come il sistema nervoso centrale e lo scheletro. D’altro canto, è compito del clinico attuare una gestione ottimale delle pazienti trattate con questo farmaco, che includa sia il monitoraggio e la prevenzione delle tossicità principali (polmonite interstiziale, nausea e vomito, cardiotossicità), sia la valutazione di strategie combinate con trattamenti loco-regionali, spesso coinvolgendo un team multidisciplinare sempre più largo. Tutto ciò non può prescindere dal mantenimento di una qualità di vita ottimale, in modo particolare in quelle pazienti che riescono a ottenere risposte durature. Infine, risultati di recenti trial suggeriscono un possibile impiego di T-DXd nelle fasi più precoci della malattia, rendendo indispensabile una crescente competenza clinica nella gestione di questo farmaco innovativo. Pubblicata sulla rivista “Recenti Progressi in Medicina” la rassegna dal titolo Trastuzumab-deruxtecan (T-DXd) nel carcinoma mammario metastatico HER2+: efficacia, gestione clinica e prospettive, a cura di Fabio Canino, Mario Giuliano e Angela Toss. A Canino (Dipartimento di Oncologia ed ematologia, AOU di Modena – Università di Modena e Reggio Emilia) il compito di introdurre il senso e il contenuto del lavoro.