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SOLTI-1402/CORALLEEN, dati importanti in neoadiuvante

By 20 Dicembre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
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Secondo i risultati del trial SOLTI-1402/CORALLEEN, presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2019, il trattamento neoadiuvante con l’inibitore CDK4/6 ribociclib e l’inibitore dell’aromatasi letrozolo ha prodotto tassi di risposta simili alla chemioterapia multi-agente in pazienti con carcinoma mammario luminale B ad alto rischio. I dati dello studio sono stati pubblicati contemporaneamente anche su The Lancet Oncology.

“L’attuale trattamento standard utilizzato per il carcinoma mammario luminale B ad alto rischio è la chemioterapia neoadiuvante, alla quale sono però associati alti livelli di tossicità – ha dichiarato Joaquin Gavilá, dell’Istituto di Oncologia di Valencia. La terapia endocrina neoadiuvante rappresenta un’alternativa alla chemioterapia, ma non ha mostrato alti livelli di efficacia per il carcinoma mammario ad alto rischio. Trovare una valida alternativa alla chemioterapia multi-agente per pazienti con carcinoma mammario ad alto rischio è quindi una priorità. Sapevamo già che la combinazione di terapia endocrina con inibitori del CDK4/6 era efficace nei tumori al seno avanzati, e proprio per questo eravamo interessati a capire l’efficacia di questa combinazione per il carcinoma mammario ad alto rischio, in fase iniziale”.

In questo studio, gli autori hanno analizzato l’efficacia dell’inibitore ribociclib di CDK4/6 in combinazione con l’inibitore dell’aromatasi letrozolo in pazienti con carcinoma mammario operabile ad alto rischio, da B luminale, dal I° stadio al III° stadio. Il trial ha arruolato 106 pazienti, randomizzati con rapporto 1: 1 per la combinazione ribociclib e letrozolo o per la chemioterapia multi-agente come trattamento neoadiuvante. Al momento dell’intervento chirurgico, il 48% dei 49 pazienti nel braccio trattato con ribociclib più letrozolo presentava un basso rischio di recidiva, misurato da PAM50, rispetto al 47,1% dei 52 pazienti trattati con chemioterapia. La conversione intrinseca del sottotipo in luminale A, che è un sottotipo meno aggressivo, si è verificata nell’88% dei pazienti nel braccio ribociclib più letrozolo, e nell’84,3% del braccio chemioterapico. I tassi di basso carico di cancro residuo sono stati dell’8% nel braccio ribociclib più letrozolo, e dell’11,8% nel braccio chemioterapico. I tassi di PEPI 0, un altro indicatore di prognosi positiva, sono stati del 24% nel braccio ribocliclib-letrozolo e del 17,6% nel braccio chemioterapico. Tossicità di grado 3 e 4 sono state osservate nel 54,9% dei pazienti nel braccio ribociclib-letrozolo, rispetto al 69,2% dei pazienti nel braccio chemioterapico.

“I nostri risultati indicano che il trattamento neoadiuvante con una combinazione di ribociclib-letrozolo ha benefici clinici simili alla chemioterapia multi-agente standard, e con meno tossicità – ha affermato Gavilá – riteniamo quindi che valga la pena esplorare questa combinazione come alternativa alla chemioterapia per i pazienti con carcinoma mammario B luminale ad alto rischio”.

Liliana Scaffa