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Risposta all’immunoterapia nel NSCLC? Ecco i 140 geni che la determinano

A cura di David Frati By 5 Marzo 2024Marzo 18th, 2024No Comments
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Identificato un insieme di 140 geni che possono predire quali individui avranno una più elevata Disease-Free Survival (DFS) tra i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) trattati con una combinazione di immunoterapia e radioterapia a basso dosaggio. L’annuncio arriva da uno studio pubblicato su “Cell Reports Medicine”.

Durante uno studio di Fase II in corso per valutare l’utilizzo in fase neoadiuvante dell’associazione tra il farmaco anti-PD-L1 durvalumab e la radioterapia stereotassica (SBRT) in pazienti con NSCLC, i ricercatori della Weill Cornell Medicine – New York Presbyterian Hospital coordinati da Nasser K. Altorki hanno cercato di valutare perché alcuni pazienti non avevano risposto alla terapia, e per far questo hanno esaminato le biopsie tumorali pre-trattamento di questa coorte dello studio. Hanno quindi determinato i profili di espressione genica – che mostrano i geni specifici che sono stati attivati e quelli che sono stati disattivati in ogni campione. Hanno successivamente confrontato i profili di espressione genica di dieci tumori che hanno raggiunto la Major Pathological Response (MPR) con il trattamento di combinazione rispetto a sei che non hanno risposto.

Il team della Weill Cornell Medicine ha scoperto che i due gruppi di tumori pre-trattamento potevano essere distinti dalla presenza e dall’attività di una serie di geni, 135 dei quali erano attivati e 5 disattivati. La maggior parte dei 135 geni è associata a una maggiore crescita cellulare (Proliferation Index più elevato), il che suggerisce che i tumori che hanno risposto alla terapia di combinazione erano particolarmente aggressivi. I ricercatori hanno anche potuto esaminare come il profilo di espressione genica sia cambiato nei tumori responsivi prima e dopo il trattamento. Hanno scoperto che nei tumori che presentavano MPR, la duplice terapia non solo ha invertito l’attività di questo insieme di 140 geni, ma ha anche aumentato l’attivazione di geni associati alle pathway cellulari coinvolte nell’immunità e nella riparazione dei tessuti. L’attività dei 140 geni correlati alla risposta al trattamento è particolarmente promettente, in quanto i medici potrebbero utilizzare la presenza di questi geni per identificare le persone che possono trarre il massimo beneficio dall’immunoterapia.

I ricercatori ora intendono verificare se i tumori con queste caratteristiche genetiche “aggressive” abbiano una migliore risposta alla terapia combinata anti-PD-L1 + SBRT in uno studio più ampio.

Nasser K. Altorki, Bhavneet Bhinder, Alain C. Borczuk, Olivier Elemento, Vivek Mittal, Timothy E. McGraw. A signature of enhanced proliferation associated with response and survival to anti-PD-L1 therapy in early-stage non-small cell lung cancer. Cell Reports Medicine, 2024; 101438 DOI: 10.1016/j.xcrm.2024.101438