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Olaparib nei tumori di ovaio e prostata: nuove prospettive dalle mutazioni BRCA

A cura di Alessio Malta By 31 Marzo 2022No Comments
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Una conferenza stampa online ha approfondito le prospettive offerte dalla terapia mirata con olaparib, la molecola capostipite della classe dei PARP inibitori, nel trattamento di mantenimento dei tumori dell’ovaio e della prostata, con gli interventi di Giovanni Scambia (Direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma), Nicoletta Colombo (Direttore del Programma di Ginecologia Oncologica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano) e Giuseppe Procopio (Responsabile Oncologia Medica genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano).

Giovanni Scambia ha sottolineato la centralità dell’approccio chirurgico nelle varie fasi del tumore dell’ovaio, mentre Nicoletta Colombo ha evidenziato l’importanza della terapia di mantenimento dopo la prima linea, visto che il tumore è estremamente sensibile alla chemioterapia ma soggetto a recidive. Lo studio di fase III PAOLA-1 ha portato a novembre 2020 all’approvazione di olaparib da parte di EMA e, oggi, all’approvazione della rimborsabilità della molecola da parte di AIFA. Nello studio la popolazione non presentava selezioni particolari ed era rappresentativa di quella generale dei pazienti. Dai risultati è emerso un vantaggio statisticamente significativo nella sopravvivenza libera da progressione in tutta la popolazione.

Ma il test sull’instabilità genomica ha mostrato anche un vantaggio estremamente importante e una forte riduzione nel rischio di recidiva nella sottopopolazione che presentava le varianti nei geni BRCA, un’evidenza ceh dimostra l’utilità di eseguire il test a tutte le pazienti già al momento della diagnosi visto il vantaggio che deriva dall’uso dei parp-inibitori.

Giuseppe Procopio ha spiegato che la mancanza un chiaro criterio di selezione dei pazienti più reponsivi alla terapia nel caso sei tumori della prostata ha rappresentato a lungo un limite. “Tutti i pazienti con malattia metastatica dovrebbero essere candidati a fare il test”, ha continuato, “visto anche il beneficio in tutti gli aspetti, dalle risposte obiettive alla sopravvivenza”.

A Scambia è toccato il compito di trattare il tema del percorso di consulenza oncogenetica nei familiari deelle pazienti a cui sono state identificate varianti nei geni BRCA.

L’Alleanza tra AstraZeneca e MSD nasce contestualmente ai dati dello studio di fase III SOLO-1 su olaparib nel mantenimento in pazienti con carcinoma ovarico di nuova diagnosi e avanzato, che presentino una mutazione di BRCA. “Quei dati hanno aperto una nuova era della medicina di precisione, spianando la strada tra l’altro per altri tumori solidi, ha spiegato Laura Camozzi (Medical Affairs Director Oncology, MSD Italia), che ha evidenziato tra le prospettive future, la possibilità di ampliare le mutazioni e muoversi in setting più precoci “dove si intravedono la potenzialità di cura”.

Infine anche Mirko Merletti (Vice President Oncology AstraZeneca Italia) si è soffermato sui risultati dell’Alleanza che “ha raggiunto risultati estremamente importanti”, sottolineando l’importanza dei test a prescindere dalla patologia, in prospettiva, in particolare, per il tumore della mammella.