I Glycan-dependent T cell Recruiter sono il Sacro Graal dell’Oncologia?

A cura di David Frati By 1 Ottobre 2025No Comments
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Una nuova classe di immunoterapici ad alta potenza, dotati di proprietà di legame uniche, si è dimostrato in grado – per ora solo in modelli preclinici – di eliminare diversi tipi di tessuti tumorali senza danneggiare i tessuti normali. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista “Cell”.

Un team di ricercatori dell’University of California Irvine School of Medicine guidato da Michael Demetriou ha dimostrato che targettizzando le catene di carboidrati complessi associate alle cellule tumorali, denominate glicani, con specifiche proteine leganti, si possono penetrare gli scudi protettivi delle cellule tumorali e innescarne la morte, con sostanziale assenza di tossicità per il tessuto circostante. Queste immunoterapie ingegnerizzate biologicamente – i composti Glycan-dependent T cell Recruiter GlyTR1 e GlyTR2 – si sono dimostrate sicure ed efficaci in modelli preclinici per un ampio spettro di neoplasie, tra cui quelle mammella, colon, polmone, ovaio, pancreas e prostata.

“È sempre stato il Sacro Graal – un unico trattamento per eliminare virtualmente tutti i tipi di tumore”, spiega Demetriou, professore di neurologia, microbiologia e genetica molecolare. “La tecnologia di legame con gli zuccheri GlyTR affronta i due principali problemi che limitano le attuali immunoterapie oncologiche: la distinzione tra tessuto tumorale e tessuto sano e la capacità del tumore di sopprimere il sistema immunitario per difendersi”. “Questo studio fondamentale segna un cambio di paradigma con il potenziale molto concreto di rivoluzionare il modo in cui trattiamo i pazienti oncologici”, afferma Marian Waterman, ex vicedirettore della ricerca presso l’UCI Health Chao Family Comprehensive Cancer Center e sostenitrice del progetto fin da quando Demetriou iniziò a lavorare sul concetto nel 2015 con il suo allora borsista post-dottorato, Raymond W. Zhou, oggi primo autore dello studio. Richard A. Van Etten, attuale direttore dell’UCI Health Chao Family Comprehensive Cancer Center aggiunge: “Questa tecnologia innovativa può, per la prima volta, consentire l’applicazione su vasta scala della terapia mirata con cellule T ai tumori solidi”.

Mentre molti ricercatori oncologici si sono concentrati fino a oggi sulla ricerca di biomarcatori proteici per tumori specifici, Demetriou e Zhou hanno mirato a un bersaglio più a monte e più generico, il rivestimento unico di glicani che circonda le cellule tumorali, ma che invece si trova a densità molto basse nelle cellule normali. Queste complesse catene zuccherine sono gli antigeni tumorali più diffusi noti, ma sono state finora quasi ignorate dai ricercatori in quanto inerti per il sistema immunitario. Per risolvere questo problema, Demetriou e Zhou hanno ingegnerizzato i composti GlyTR in modo che si “attaccassero”, con un meccanismo simile a quello del velcro, alle cellule tumorali ad alta densità di glicani, ignorando al contempo le cellule normali a bassa densità di glicani. Una volta legati, i composti GlyTR identificano le cellule tumorali come bersagli da eliminare da parte del sistema immunitario.

Il prossimo, necessario, passo sarà la verifica della sicurezza e dell’efficacia della terapia negli esseri umani. La produzione della proteina GlyTR1 è già in corso presso i laboratori del programma NCI Experimental Therapeutics nel Maryland. Ciò consentirà l’avvio di uno studio clinico di fase 1, che potrebbe iniziare entro circa due anni. Lo studio testerà la terapia su pazienti con una gamma di tumori solidi metastatici. La più alta densità di glicani si osserva tipicamente nei pazienti con malattia refrattaria/metastatica, una popolazione che presenta anche il maggiore unmet need terapeutico. “Questo è l’approccio rivoluzionario al trattamento del cancro che i nostri pazienti stavano aspettando”, commenta Farshid Dayyani, direttore medico dello Stern Center for Clinical Trials and Research. “Stiamo impegnando tutte le risorse disponibili per portare questo entusiasmante nuovo trial clinico a UCI Health il più rapidamente possibile”.