Exercise Oncology: rendere l’esercizio fisico parte dello standard di cura

A cura di Redazione By 26 Marzo 2025No Comments
Temi

Si è svolto il 22 marzo 2025 presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma il meeting “Exercise Oncology – Un percorso a tappe per rendere l’esercizio fisico parte dello standard di cura oncologica”.

Di fronte alla crescente diffusione delle patologie oncologiche e al loro impatto sulla qualità della vita, ma anche all’avanzamento delle opzioni terapeutiche e al miglioramento della prognosi, l’esercizio fisico si è confermato un pilastro fondamentale nella gestione integrata del paziente oncologico. Numerosi studi scientifici hanno infatti dimostrato i benefici dell’esercizio durante e dopo le terapie oncologiche, non solo nel ridurre fatigue, insonnia, ansia e depressione, ma anche il rischio di recidiva in alcuni tipi di tumore. Le principali società scientifiche internazionali raccomandano l’attività fisica come parte integrante del trattamento oncologico, ma le opportunità formative per specialisti in questo campo restano insufficienti e l’implementazione nei percorsi clinici carente.

Spiega Cristina Rossi, Responsabile scientifico di Exercise Oncology: “Questo evento è stato concepito come un percorso a tappe, che potesse indicare le fasi necessarie per arrivare all’obiettivo comune di rendere l’esercizio fisico parte integrante degli standard di cura. Sono stati raccontati i bisogni dei pazienti e dei curanti attraverso un dialogo tra oncologi e specialisti dell’attività fisica adattata, illustrate le principali evidenze scientifiche e le linee guida internazionali in questo campo, analizzate le modalità per irrobustire la formazione universitaria di specialisti in attività fisica adattata in oncologia. Infine, si è portato avanti un confronto tra editori e divulgatori scientifici per approfondire insieme agli operatori sanitari il tema di una comunicazione più efficace del nuovo paradigma di cura integrata. Ringrazio tutti i relatori per i loro interventi di altissimo spessore scientifico, alle pazienti che hanno portato le loro testimonianze fondamentali e preziose perché l’ascolto della voce del paziente è parte della cura”.

Massimo Di Maio (Professore ordinario Oncologia Università degli Studi di Torino – Direttore SC Oncologia Medica Ospedale Molinette – AOU Città della Salute e della Scienza, Torino – Presidente Eletto AIOM), ha brillantemente guidato i lavori come “cronista esperto del percorso”, incarnando perfettamente l’esempio di scienziato che vive di attività fisica intensa (Di Maio è un appassionato ciclista) e promuove l’esercizio nella prevenzione e trattamento oncologico.

La lectio magistralis di Bente Klarlund Pedersen (Centre for Physical Activity Research, Centre of Inflammation and Metabolism – University of Copenhagen) su “Exercise as Medicine – Focus on cancer”, applauditissima, ha offerto spunti illuminanti grazie a dati veramente impressionanti sull’impatto dell’attività fisica intensa sugli outcome di sopravvivenza dei pazienti affetti da alcuni tumori, soprattutto quelli sedentari al momento della diagnosi. La chiave sembra essere l’interleuchina 6 (IL-6) prodotta dai muscoli, ma si tratta di un quadro metabolico assai complesso che è ancora in via di definizione.

Gli importanti interventi di Maria Antonietta Gambacorta, Francesco Landi, Riccardo Masetti, Attilio Parisi, Alice Avancini, Giorgia Garganese, Maria Grazia Tarsitano, Antonella Palazzo, Eliana Tranchita, Alessandra Fabi, Andrea Di Blasio, Annalisa Potenza, Ivan Di Mauro, Monica Silvestri, Elisa Grazioli, Achille Polonara, Luca De Fiore, Claudia Maggiore e Paola Simeoni si sono succeduti lungo la giornata di lavori suscitando il vivo interesse di clinici, comunicatori e studenti di Medicina.

“La visione innovativa di Gianluca Franceschini, Direttore della UOC di Senologia, e di Stefano Magno, Responsabile del Centro Integrato della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, ha permesso di realizzare un evento che ha davvero inaugurato un nuovo paradigma di cura integrata”, commenta Armando Orlandi (UOC Oncologia Medica – Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma).