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ES-SCLC, l’importanza della collaborazione tra oncologia e radioterapia

Intervista a Federico Cappuzzo, Sara Ramella, Emilio Bria By 10 Luglio 2023Luglio 24th, 2023No Comments
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Nonostante i recenti progressi terapeutici, il carcinoma polmonare a piccole cellule (small-cell lung cancer – SCLC) costituisce ancora oggi un’importante sfida in ambito oncologico, rappresentando spesso una vera urgenza in quanto si tratta di una neoplasia estremamente aggressiva e caratterizzata da una rapida evolutività. Il 10 novembre 2022 a Roma si è svolto un incontro a cui hanno partecipato 12 specialisti in oncologia e radioterapia di diversi centri oncologici della Regione Lazio riguardante il trattamento integrato dei pazienti con microcitoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso (ES-SCLC). L’evento è stato diretto da Federico Cappuzzo, Emilio Bria e Sara Ramella. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di condividere la propria esperienza clinica e di fornire una serie di indicazioni pratiche che possano supportare il clinico nella corretta integrazione tra il trattamento chemio-immunoterapico di prima linea e la radioterapia nello ES-SCLC.

[LEGGI E SCARICA QUI IL REPORT CLINICO DELL’EVENTO PUBBLICATO DALLA RIVISTA RECENTI PROGRESSI IN MEDICINA]

A fare il punto sulla situazione in questo setting e su di un possibile modello di collaborazione tra oncologo medico e radioterapista e tra centri di riferimento e piccoli centri sul territorio è Federico Cappuzzo (Direttore Oncologia medica 2 – Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena, Roma).

Il prolungamento del controllo di malattia e delle aspettative globali di vita derivato dall’attuale standard di trattamento chemio-immunoterapico impone nuove sfide quali l’integrazione della radioterapia sul residuo di malattia o la corretta indicazione alla radioterapia encefalica, rendendo quindi la gestione di questa patologia, anche nella fase estesa, necessariamente multidisciplinare con un crescente impegno della figura del radioterapista oncologo. A tal riguardo Sara Ramella (Direttore UOC Radioterapia oncologica, Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Roma) approfondisce i temi del trattamento radiante profilattico cerebrale e della radioterapia di consolidamento toracico nei pazienti che hanno ottenuto una risposta al trattamento sistemico.

L’approvazione dell’immunoterapia nel setting di prima linea del microcitoma a stadio esteso ha rappresentato un cambiamento di grande portata per i trattamenti. In questo contesto lo studio MAURIS si è rivelato uno strumento utile sia per le conferme rispetto alle performance prognostiche e alla tollerabilità combinazione di chemio-immunoterapia con atezolizumab, sia per la possibilità di affrontare problemi di pratica clinica difficilmente rintracciabili nel trial. Abbiamo chiesto a Emilio Bria (UOC Oncologia Medica Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma) di commentare per noi gli aspetti più rilevanti dello studio.

BIBLIOGRAFIA. Bria E et al. 1533P Atezolizumab (ATZ) plus carboplatin (Cb) and etoposide (eto) in patients with untreated extensive-stage small cell lung cancer (ES-SCLC): Results from the interim analysis of MAURIS trial. Annals of Oncology, Volume 33, S1248.