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Proteine CSA e CSB: quale ruolo nella crescita tumorale? Uno studio italo-francese

By 27 Novembre 2020Giugno 3rd, 2021No Comments
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Individuato un nuovo meccanismo della divisione cellulare che coinvolge le proteine CSA e CSB: potrebbe rivelarsi un target farmacologico per lo sviluppo di nuove terapie antitumorali. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista “PNAS”, sostenuto da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro e frutto di un’importante collaborazione con gruppi di ricerca italiani e francesi guidati rispettivamente da Silvia Soddu, Responsabile dell’Unità Network cellulari e bersagli terapeutici molecolari dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, e da Jean-Marc Egly dell’Institut de Génétique et de Biologie Moléculaire et Cellulaire di Strasburgo.

I risultati hanno svelato il ruolo delle proteine CSA e CSB nella fase finale della divisione cellulare, garantendo la corretta separazione delle cellule figlie. Più precisamente i dati dimostrano che queste due proteine partecipano alla degradazione di una terza proteina, PRC1, il che dà il via al “taglio” del “ponte” cellulare che teneva unite le due cellule figlie. Quando sono mutate, le due proteine CSA e CSB danno origine alla sindrome di Cockayne, in cui vi è un invecchiamento precoce. La scoperta chiarisce il ruolo delle due proteine, che sono al crocevia tra i processi che conducono all’invecchiamento cellulare, quando esse non sono funzionanti, o alla crescita tumorale, quando invece funzionano troppo.

Il processo di divisione di una cellula è monitorato da un macchinario molecolare che, in conclusione, promuove la rottura del ponte cellulare, una struttura proteica transitoria che collega fino all’ultimo le due cellule figlie che si stanno separando. “Abbiamo osservato – spiega Luca Proietti De Santis, Responsabile dell’Unità di Genetica Molecolare dell’Invecchiamento del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università della Tuscia – che le proteine CSA e CSB si trovano proprio al centro del ponte intercellulare. Le alterazioni di queste proteine comportano un disordine nella divisione e la formazione di ponti intercellulari lunghi e di cellule multinucleate che potrebbero spiegare alcune caratteristiche della sindrome di Cockayne”.

Da anni il gruppo di Silvia Soddu è impegnato a capire come le cellule tumorali si dividono e come si distribuisce il materiale genetico, spesso in modo asimmetrico, tra le cellule figlie: “Il fine ultimo di tali studi è aprire la strada allo sviluppo di terapie a bersaglio molecolare e di test diagnostici che potrebbero rilevare se siamo o meno portatori di una mutazione di uno dei geni importanti per la divisione cellulare e per la predisposizione al cancro”.

Paccosi E, Costanzo F, Costantino M, Balzerano A, Monteonofrio L, Soddu S, Prantera G, Brancorsini S, Egly JM, Proietti-De-Santis L. The Cockayne syndrome group A and B proteins are part of a ubiquitin–proteasome degradation complex regulating cell division. Proceedings of the National Academy of Sciences 2020; DOI: 10.1073/pnas.2006543117 https://www.pnas.org/content/early/2020/11/11/2006543117.short?rss=1