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Medicina di precisione: highlights settembre 2020

By 5 Ottobre 2020Giugno 3rd, 2021No Comments
Speciali

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un’incredibile espansione delle conoscenze in campo oncologico. La parola chiave che ha permesso questo storico balzo in avanti e che sempre di più caratterizzerà l’oncologia del futuro è “medicina di precisione”. Il proposito di questa rubrica è quello di selezionare una raccolta assolutamente parziale di ciò che la letteratura del mese appena trascorso ha prodotto riguardo al tema medicina di precisione, analizzando i vari temi in cui può essere declinato l’argomento ed evidenziandone potenzialità e limiti.

SETTEMBRE 2020

Trial CROWN, dati interessanti

Il trial CROWN ha mostrato l’efficacia di lorlatinib, un inibitore tirosin-chinasico della proteina ALK di terza generazione, rispetto a crizotinib, inibitore di prima generazione. Lo studio ha mostrato un miglioramento significativo dei dati di PFS, endpoint primario dello studio, con un impressionante dato di hazard ratio [HR] di 0.28, (95% CI 0.191–0.413). Tutti gli indicatori di efficacia nello studio sono stati a favore di lorlatinib, confermando la grande efficacia degli inibitori di nuova generazione anche nel controllo della malattia cerebrale. Tuttavia qualche perplessità viene dal dato di incidenza di eventi avversi di grado 3/4 (72.5% vs 55.6%) più alto rispetto a crizotinb e dal tipo di evento avverso riscontrato (elevata incidenza di disturbi cognitivi). In un setting di pazienti lungo sopravviventi, come i pazienti ALK-traslocati, questo tipo di eventi avversi di difficile management dovranno essere ben tenuti in conto al momento di scegliere l’opzione terapeutica che garantisca il miglior trattamento possibile mentendo una buona qualità di vita.

Lorlatinib vs Crizotinib in the First-line Treatment of Patients (pts) with Advanced ALK-Positive Non-Small Cell Lung Cancer (NSCLC): Results of the Phase 3 CROWN Study. Annals of Oncology 2020;31(suppl_4):S1142-S1215 10.1016/annonc/annonc325

LINK ESMO Virtual Congress 2020, LBA2

Analisi esplorativa del trial ADAURA

L’analisi esplorativa dei dati dello studio ADAURA, presentata all’ESMO Virtual Congress 2020, amplia l’analisi primaria preliminare precedentemente presentata all’ASCO 2020, che ha dimostrato come il trattamento adiuvante con osimertinib riduca il rischio di recidiva o morte di circa l’80% rispetto al placebo. Per lo studio, 682 pazienti con NSCLC resecato in stadio IB-IIIA con una delezione dell’esone 19 o una mutazione L858R dell’EGFR sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 80 mg/die di osimertinib postoperatorio (339) o placebo (343) per un massimo di 3 anni. Dopo una mediana di 22 mesi di follow-up, il tasso di recidiva del SNC è stato dell’1% tra i pazienti che hanno ricevuto osimertinib e del 10% tra quelli che hanno ricevuto il placebo. Questi risultati rafforzano il ruolo di osimertinib nel trattamento adiuvante dei pazienti positivi all’EGFR che hanno ricevuto un intervento chirurgico radicale, sebbene questi dati siano ancora immaturi, riportando solo il 7% di maturità. Per avere una conferma definitiva sul ruolo di osimertinib in questo setting di trattamento sarà quindi necessario attendere i dati di OS.

Osimertinib adjuvant therapy in patients (pts) with resected EGFR mutated (EGFRm) NSCLC (ADAURA): Central nervous system (CNS) disease recurrence. Annals of Oncology 2020;31(suppl_4): S1142-S1215 doi:10.1016/annonc/annonc325

LINK ESMO Virtual Congress 2020, LBA1

IMpassion031, atezolizumab + chemioterapia

Lo studio di fase 3 IMpassion031 ha dimostrato come l’aggiunta di atezolizumab alla chemioterapia neoadiuvante migliori significativamente le risposte patologiche complete (CR) rispetto alla chemioterapia standard. Questi risultati, presentati all’ultimo ESMO Virtual Congress 2020, sono stati pubblicati simultaneamente anche sulla prestigiosa rivista “The Lancet”. Tra il 7 luglio 2017 e il 24 settembre 2019, sono stati arruolati 333 pazienti, 165 randomizzati a ricevere atezolizumab più chemioterapia e 168 placebo più chemioterapia. Al cutoff dei dati la risposta patologica completa è stata documentata in 95 pazienti (58%, 95% CI 50-65) nel gruppo atezolizumab più chemioterapia e 69 pazienti (41%, 34-49) nel gruppo placebo più chemioterapia. Durante il trattamento neoadiuvante, gli eventi avversi di grado 3-4 sono stati bilanciati e gli eventi avversi gravi correlati al trattamento si sono verificati rispettivamente in 37 (23%) e 26 (16%) pazienti. Nei pazienti con TNBC in stadio iniziale, il trattamento neoadiuvante con atezolizumab in combinazione con nab-paclitaxel e chemioterapia a base di antracicline ha migliorato significativamente i tassi di risposta patologica completa con un profilo di sicurezza accettabile. Questo studio getta le basi per un nuovo standard di terapia nel trattamento neoadiuvante delle neoplasie mammarie triple negative.

Mittendorf EA et al. Neoadjuvant atezolizumab in combination with sequential nab-paclitaxel and anthracycline-based chemotherapy versus placebo and chemotherapy in patients with early-stage triple-negative breast cancer (IMpassion031): a randomised, double-blind, phase 3 trial. The Lancet 2020; DOI:https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)31953-X

LINK https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)31953-X/fulltext

CheckMate 9ER, dati practice changing

Il trattamento combinato nivolumab/cabozantinib si è dimostrato superiore al precedente standard, sunitinib, come trattamento di prima linea per il carcinoma a cellule renali avanzato/metastatico, secondo i risultati dello studio di fase III CheckMate 9ER riportato da Toni K. Choueiri e colleghi all’ESMO Virtual Congress 2020. Ad un follow-up mediano di 18,1 mesi, nivolumab/cabozantinib hanno portato ad una migliore sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza globale e tassi di risposta rispetto a sunitinib, con un beneficio coerente osservato in tutti i sottogruppi sottogruppi. Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario, con un raddoppio della sopravvivenza libera da progressione per il braccio sperimentale: una mediana di 16,6 mesi per la combinazione rispetto a 8,3 mesi per sunitinib, (P <.0001). Il tasso di risposta obiettiva, un endpoint secondario dello studio, è stato quasi il doppio con la combinazione: 55,7% vs 27,1%, rispettivamente (P <.0001). La percentuale complessiva di eventi avversi gravi è stata simile tra i due bracci, ma la tossicità epatica è stata più comune con nivolumab/cabozatinib. È stato riportato un aumento degli enzimi epatici in circa il 25% dei pazienti rispetto al 6% con sunitinib. Alla luce dei dati presentati e forte del razionale biologico che sostiene le interazioni tra agenti immunoterapici e TKIs con attività antiangiogeniche, la combinazione nivolumab/cabozantinib si candida a diventare nei prossimi mesi trattamento standard di I linea nei tumori renali avanzati.

Nivolumab + cabozantinib vs sunitinib in first-line treatment for advanced renal cell carcinoma: First results from the randomized phase III CheckMate 9ER trial. Annals of Oncology 2020;31(suppl_4): S1142-S1215 DOI:10.1016/annonc/annonc325

LINK ESMO Virtual Congress 2020, Abstract 696O_PR

PROfound: una nuova strada

I risultati dello studio di fase III PROfound aprono una nuova strada per un trattamento più preciso ed efficace dei pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) la cui malattia è progredita con terapia ormonale. I risultati dello studio mostrano una sopravvivenza globale significativamente più lunga dei pazienti con mCRPC con almeno un’alterazione nei geni BRCA1, BRCA2 o ATM, che hanno ricevuto un trattamento con l’inibitore di PARP olaparib rispetto a enzalutamide o abiraterone più prednisone. Lo studio PROfound è il primo studio positivo di fase 3 in mCRPC, in cui i pazienti vengono selezionati sulla base di biomarcatori, entrando così in una nuova era di medicina di precisione anche in questa neoplasia. PROfound dimostra inoltre l’importanza di incorporare il sequenziamento genomico per la stratificazione ottimale dei pazienti con mCRPC.

Final overall survival (OS) analysis of PROfound: Olaparib vs physician’s choice of enzalutamide or abiraterone in patients (pts) with metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC) and homologous recombination repair (HRR) gene alterations. Annals of Oncology 2020;31(suppl_4):S508 DOI:https://doi.org/10.1016/j.annonc.2020.08.870

LINK ESMO Virtual Congress 2020, Abstract 6100