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Medicina di precisione: highlights agosto 2020

By 7 Settembre 2020Giugno 3rd, 2021No Comments
Speciali

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un’incredibile espansione delle conoscenze in campo oncologico. La parola chiave che ha permesso questo storico balzo in avanti e che sempre di più caratterizzerà l’oncologia del futuro è “medicina di precisione”. Il proposito di questa rubrica è quello di selezionare una raccolta assolutamente parziale di ciò che la letteratura del mese appena trascorso ha prodotto riguardo al tema medicina di precisione, analizzando i vari temi in cui può essere declinato l’argomento ed evidenziandone potenzialità e limiti.

AGOSTO 2020

Neoplasie polmonari dal 2001 al 2016

In questo articolo recentemente pubblicato sulla rivista “New England Journal of Medicine” sono stati analizzati i dati dei registri oncologici SEER per valutare le variazioni nell’incidenza e mortalità delle neoplasie polmonari nel periodo che va dal 2001 al 2016. Nell’ultimo decennio la mortalità da NSCLC è diminuita più velocemente dell’incidenza di nuovi casi. Questa drastica diminuzione in un lasso di tempo così breve, associata a un sostanziale miglioramento della sopravvivenza nel tempo, non può essere attribuita a modifiche dello stile di vita o a diagnosi più precoci ma è un effetto diretto dell’introduzione delle targeted therapy che hanno sostanzialmente modificato la storia naturale di una quota di tumori polmonari. Al contrario, la mortalità da SCLC è diminuita quasi interamente a causa della diminuzione dell’incidenza, senza alcun miglioramento nella sopravvivenza. Questo risultato è correlato ai limitati progressi del trattamento per SCLC nel periodo di tempo esaminato.

Howlader N, Forjaz G, Mooradian MJ, Meza R, Kong CY, Cronin KA, Mariotto AB, Lowy DR, Feuer EJ. The Effect of Advances in Lung-Cancer Treatment on Population Mortality. N Engl J Med 2020;383:640-649

LINK https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1916623

NGS, troppo scarso utilizzo ma arrivano le raccomandazioni ESMO

Un editoriale sul “Journal of Thoracic Oncology” lancia l’allarme sulla reale penetrazione nella pratica clinica dei test di biologia molecolare raccomandati per i tumori del polmone non a piccole cellule. L’autore sottolinea come c’è ancora oggi un gap importante tra ciò che viene raccomandato e quello che viene effettivamente effettuato nella pratica clinica quotidiana. In contemporanea all’editoriale pubblicato su JTO, sono state pubblicate per la prima volta, sulla rivista “Annals of Oncology”, le raccomandazioni dell’European Society of Medical Oncology (ESMO) sull’uso delle tecnologie di sequenziamento avanzate per pazienti con neoplasie avanzate. La Next Generation Sequencing (NGS) consente il sequenziamento di un gran numero di geni in un breve lasso di tempo a un costo accessibile. Sebbene questa tecnologia sia stata ampiamente implementata, fino ad oggi non vi erano raccomandazioni da parte di società scientifiche sul suo utilizzo nella pratica oncologica. L’ESMO nel dare le sue raccomandazioni ha privilegiato l’uso routinario di pannelli NGS multigene per i pazienti con NSCLC avanzato non squamoso, carcinoma prostatico, ovarico e colangiocarcinoma. In altre neoplasie è possibile utilizzare pannelli genetici di grandi dimensioni se generano un aumento accettabile dei costi, discutendo in anticipo con il paziente le reali possibilità che questo esame possa essere utile al momento per il suo percorso di cura. Sicuramente nei prossimi anni con l’espansione delle conoscenze sulla biologia tumorale di altre neoplasie e l’individuazione di altri target terapeutici queste raccomandazioni andranno riviste ed ampliante. Tuttavia queste raccomandazioni hanno il merito di portare per la prima volta metodiche spesso riservate alla ricerca ed ai trial clinici nella pratica clinica quotidiana.

Ahn MJ. Molecular Testing in Lung Cancer: Still Big Gap in Implementation for Real-World Use. J Thorac Oncol 2020;15(9):1399-1400 https://doi.org/10.1016/j.jtho.2020.06.006

LINK
https://www.jto.org/article/S1556-0864(20)30476-7/abstract

Mosele F, Remon J, Mateo J, Westphalen CB, Barlesi F, Lolkema MP, Normanno N, Scarpa A, Robson M, Meric-Bernstam F, Wagle N, Stenzinger A, Bonastre J, Bayle A, Michiels S, Bièche I, Rouleau E, Jezdic S, Douillard JY, Reis-Filho JS, Dienstmann R, André F. Recommendations for the use of next-generation sequencing (NGS) for patients with metastatic cancers: a report from the ESMO Precision Medicine Working Group. Annals of Oncology 2020; https://doi.org/10.1016/j.annonc.2020.07.014

LINK https://www.annalsofoncology.org/article/S0923-7534(20)39971-3/abstract

Basket trial ROAR, dati importanti su BRAF

In questo articolo recentemente pubblicato su “The Lancet Oncology” Vivek Subbiah e colleghi presentano i dati di una coorte del basket trial ROAR (Rare Oncology Agnostic Research), uno studio di fase 2, in aperto, a braccio singolo, multicentrico attualmente in corso. Per i pazienti affetti da carcinoma delle vie biliari, dopo progressione del trattamento di I linea a base di gemcitabina, non vi sono attualmente opzioni terapeutiche che abbiamo mostrato di migliorare in maniera significativa sopravvivenza e/o qualità di vita. Mutazioni nel gene BRAF sono state trovate nel 5% dei tumori delle vie biliari e la combinazione di dabrafenib e trametinib ha mostrato attività in diversi tumori mutati con la mutazione BRAF V600E. In totale 43 pazienti con carcinoma delle vie biliari con mutazione BRAF V600E sono stati arruolati nello studio. L’endpoint primario era il tasso di risposta globale. Il follow-up mediano è stato di 10 mesi (IQR 6-15). Nella corte dei pazienti arruolati è stato raggiunto un tasso di risposte obiettive del 51%, (95% CI 36-67). Per quanto riguarda il profilo di tossicità l’evento avverso di grado 3 o maggiore più comune è stato l’aumento della γ-GT nel 12% dei pazienti. Il trattamento di combinazione di dabrafenib più trametinib ha dimostrato di avere un’attività promettente nei pazienti con carcinoma delle vie biliari con mutazione BRAF V600E. Considerando i risultati riportati e la mancanza di opzioni valide di trattamento ad oggi disponibili, lo screening routinario per le mutazioni di BRAF V600E dovrebbe essere effettuato per tutti i pazienti affetti da carcinoma delle vie biliari.

Subbiah V, Lassen U, Élez E, Italiano A, Curigliano G, Javle M, de Braud F, Prager GW, Greil R, Stein A, Fasolo A, Schellens JHM, Wen PY, Viele K, Boran AD, Gasal E, Burgess P, Ilankumaran P, Wainberg ZA. Dabrafenib plus trametinib in patients with BRAFV600E-mutated biliary tract cancer (ROAR): a phase 2, open-label, single-arm, multicentre basket trial. The Lancet Oncology 2020;21(9):1234-1243 DOI:https://doi.org/10.1016/S1470-2045(20)30321-1

LINK https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(20)30321-1/fulltext