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La ricerca nell’Oncologia Pediatrica è in pericolo?

By 25 Marzo 2011Maggio 12th, 2021No Comments
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Commento di Giuseppe Masera, Clinica Pediatrica Università di Milano-Bicocca, Ospedale S.Gerardo/Fondazione MBBM di Monza.

I problemi dell’Oncologia Pediatrica sono stati recentemente portati all’attenzione della comunità internazionale da un breve ma significativo Editoriale pubblicato dalla prestigiosa rivista Lancet (1)  e ispirato dalla presentazione presso il Parlamento Europeo di un documento elaborato dalla Società Europea di Oncologia Pediatrica in occasione della IX Giornata Mondiale contro il Cancro infantile (2).

Viene espressa la necessità di una azione urgente, per non compromettere il grande progresso conseguito negli ultimi 40 anni e che ha consentito di ottenere la guarigione in circa l’80% dei bambini con cancro o leucemia.
Un primo problema viene individuato nella scarsità dei fondi per la ricerca, costituiti per lo più da grants di breve durata, insufficienti a sostenere adeguatamente la ricerca e a migliorare i risultati. Inoltre, i finanziamenti alla ricerca sono stati prevalentemente forniti da organismi privati non-profit, più che da fonti istituzionali.
Un altro problema, non meno importante, è stato individuato nelle recenti Direttive della EU sui protocolli di ricerca clinica, che hanno determinato nuove barriere al reclutamento di bambini nei protocolli non promossi da compagnie farmaceutiche. A questo proposito viene formulata la richiesta di una revisione urgente delle Direttive EU sui clinical trials.
Il documento contiene inoltre la richiesta di attivazione di un registro epidemiologico integrato a livello europeo per valutare gli esiti della ricerca clinica.
L’editoriale conclude con una forte affermazione: “Il cancro nei bambini merita la miglior qualità delle cure e l’accesso alle nuove terapie, sviluppate attraverso la più rigorosa ricerca sostenuta da adeguati finanziamenti. Questo indipendentemente da dove vivono i bambini [in Europa, ma non solo]”.
Per calare nella realtà Italiana i concetti contenuti nell’Editoriale possiamo sintetizzare quanto è stato presentato e discusso lo scorso 18 febbraio in occasione della IX Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile (3). Tale convegno è stato organizzato dalla Federazione Italiana delle Associazioni di Genitori Oncoematologia Pediatrica (FIAGOP) e dall’Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica (AIEOP), nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio. In tale occasione sono stati discussi gli stessi temi analizzati nell’Editoriale di Lancet, valutati alla luce dei problemi che stiamo affrontando nel nostro paese. In particolare:

I genitori e i medici hanno denunciato la notevole scarsità di finanziamenti istituzionali per la ricerca, sia clinica che biologica, ulteriormente aggravata negli ultimi anni.

  • Si è preso atto dello straordinario valore dell’intervento del volontariato, rappresentato per lo più dalle Associazioni di Genitori, che da numerosi anni ha investito grandi energie e risorse per promuovere e sostenere lo sviluppo di Centri di Oncologia Pediatrica e la ricerca. È stato citato l’esempio delle diagnosi centralizzate per i bambini di tutti i Centri AIEOP, al fine di poter offrire un elevato livello diagnostico indispensabile per condurre studi policentrici con i più elevati standard di qualità delle cure. Può essere citato come uno degli esempi più significativi la Leucemia Linfoblastica Acuta: lo studio centralizzato della cosiddetta Malattia Residua Minima su sangue midollare e midollo osseo viene eseguito da oltre 10 anni sia a Padova che a Monza, con un costo globale annuo di 800-900.000 Euro a carico di un Comitato Genitori e di una Fondazione privata.
  • Tali indagini, oggi indispensabili per assicurare il miglior livello di cura, dovrebbero essere sostenute dal Servizio Sanitario, lasciando al volontariato interventi mirati alla ricerca biologica, alle nuove tecnologie ed agli aspetti psicosociali.
  • Si è denunciata la difficoltà all’inserimento dei piccoli pazienti in protocolli di ricerca clinica (il miglior standard terapeutico) a causa dei problemi derivanti dall’applicazione delle Direttive Europee, in particolare per i costi della Assicurazione, del monitoraggio della qualità dei Centri e della modalità di applicazione delle terapie. Questo problema è considerato particolarmente urgente per non compromettere i risultati ottenuti con grandi sforzi negli ultimi anni e per non ritardare l’avvio di nuovi studi.
  • Nella stessa giornata è stata anche avviata un’altra iniziativa, motivata dalla più elevata incidenza in Italia di tumori pediatrici rispetto ai principali paesi Europei. Ogni anno si verificano in Italia circa 170 nuovi casi per milione di bambini tra 0-14 anni rispetto a 140-145 nuovi casi nei paesi dell’Europa centrale (Germania, Francia, Svizzera, Paesi Nordici). Si ritiene che fattori ambientali, in un contesto di degrado sempre più preoccupante, siano in parte responsabili di tale aumentata incidenza. A questo proposito si è avviata una stretta collaborazione tra il Registro Clinico AIEOP ed i Registri dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) per realizzare una forma di epidemiologia della evitabilità: dalla descrizione dell’incidenza dei casi, alla ricerca delle cause per una possibile strategia di prevenzione.

In conclusione i genitori e i pediatri oncologi, rappresentati dalle loro associazioni (FIAGOP e AIEOP) hanno fatto proprio il messaggio di forte preoccupazione per il futuro dell’Oncologia Pediatrica che ci è giunto da Bruxelles da membri del Parlamento Europeo e dalla Società Europea di Oncologia Pediatrica.
È stata formulata la necessità di una Alleanza Globale per realizzare in Italia un “Progetto Oncologia Pediatrica” con il concorso di un’ampia gamma di istituzioni: Ministero della Salute, Ministero della Ricerca, Associazione Italiana Leucemie (AIL), Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC), FIAGOP, AIEOP e le numerose Associazioni/Fondazioni locali.

Genitori e pediatri hanno così concluso: “I nostri bambini ed i loro familiari meritano di vedere realizzato un grande progetto, un’alleanza che rinforzi la speranza di poter spostare in avanti la frontiera della guarigione nei tumori dell’età pediatrica” e, nei limiti del possibile, di ridurne l’incidenza.

Bibliografia