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La precisione oltre la medicina di precisione

By 31 Marzo 2020Giugno 3rd, 2021No Comments
Speciali

Il concetto di medicina di precisione sta radicalmente cambiando la visione e le prospettive della medicina futura. Tuttavia spesso questo concetto, soprattutto in ambito oncologico, si esaurisce nel binomio mutazione target – inibitore specifico, tralasciando tanti altri aspetti della presa in carico globale del paziente. Identificare biomarcatori non può essere il punto di arrivo della cura di precisione del paziente. Concentrandoci solo sulla terapia, ignoriamo una serie di altre questioni, altrettanto importanti, che possono avere un impatto analogo e a volte superiore sull’esito del trattamento. Molti dei punti chiave a valle dell’oncologia di precisione che meritano un radicale ripensamento vengono ben analizzati in un editoriale pubblicato questo mese da “Jama Oncology” e firmato da S. Yousuf Zafar e Hanna K. Sanoff.

Punto di partenza per poter implementare la precisione e l’efficacia dei nostri trattamenti deve essere ripensare le interazioni con i pazienti. Attualmente la maggior parte dei trattamenti oncologici si fonda su visite episodiche (con intervalli di tempo più o meno lunghi) in cui viene somministrata la terapia, in cui non vi è una rilevazione oggettiva dell’andamento dei trattamenti, delle eventuali tossicità riportate e l’eventuale impatto di queste sulle attività di vita quotidiana. Una medicina che sia realmente precisa richiede nuovi tipi di valutazione dell’impatto dei trattamenti con interventi proattivi tra le visite. Rilevazione come i PRO (Patient Reported Outcome) hanno già dimostrato di avere un impatto significativo sulla sopravvivenza globale riducendo contemporaneamente i costi. Eppure il loro uso nell’attività clinica quotidiana è molto ridotto e spesso relegato soltanto a quei pazienti arruolati in trial clinici.

Altri punti fondamentali da implementare per poter raggiungere il pieno potenziale di una medicina realmente di precisione sono l’accesso e l’uso efficace dei dati. Spesso le cartelle cliniche informatiche sono dei sistemi costruiti per una più facile rendicontazione dell’attività assistenziale ma da cui risulta molto difficile estrapolare in maniera automatica dati da poter analizzare.
Questa enorme mole di dati grezzi non sfruttati, se correttamente analizzata, può dare informazioni con un impatto determinante. Ad esempio, un modello predittivo che utilizzi dati clinici può segnalare i pazienti più fragili a rischio di ricovero e per questi pazienti creare dei programmi di sorveglianza più stringenti.

Il dialogo con le industrie farmaceutiche e la collaborazione attiva nell’indirizzare lo sviluppo dei nuovi farmaci verso quelli che sono i reali bisogni non ancora soddisfatti sono altri punti cardine di questa rivoluzione. Se vogliamo essere realmente precisi ed efficaci, non possiamo permetterci di essere fruitori passivi di questa fase cruciale. Ristrutturare le modalità di accesso e di gestione delle cure per soddisfare le esigenze individuali dei pazienti, così come tentiamo di comprendere e gestire la genetica dei loro tumori, è il percorso più breve verso una medicina basata realmente sulla precisione.

Marco Filetti
Medico in formazione specialistica in Oncologia Medica
AO Sant’Andrea – Facoltà di Medicina e Psicologia – “Sapienza”, Università di Roma

Bibliografia. Zafar SY, Sanoff HK. Changing the Course of Cancer Care With Greater Precision. JAMA Oncol. 2020 doi:10.1001/jamaoncol.2019.6843