
La cinese Hengrui Pharma e Bristol Myers Squibb hanno annunciato un accordo strategico globale che potrebbe valere complessivamente 15,2 miliardi di dollari, confermando ancora una volta la crescente centralità della biotech cinese nello scenario farmaceutico internazionale.
Secondo quanto dichiarato da BMS, l’intesa riguarda 13 programmi in fase precoce di sviluppo nelle aree dell’oncologia, dell’ematologia e dell’immunologia. In particolare, l’accordo comprende quattro asset oncologici ed ematologici sviluppati da Hengrui, quattro programmi immunologici di Bristol Myers Squibb e altri cinque progetti che saranno sviluppati congiuntamente dalle due aziende.
Per l’oncologia, l’operazione appare particolarmente significativa. Hengrui, ormai considerata una delle biotech più dinamiche della Cina, dispone di una pipeline molto ampia e “aggressiva”, con forte presenza negli ADC, nelle terapie cellulari e nelle molecole innovative. Negli ultimi anni la società aveva già siglato accordi con multinazionali come Merck e GSK, ma – secondo Reuters – la partnership con Bristol Myers Squibb rappresenta probabilmente uno dei segnali più evidenti dell’interesse delle big pharma occidentali verso l’innovazione biotech cinese.
Stando ai termini dell’accordo, Bristol Myers Squibb otterrà i diritti globali — esclusi Cina continentale, Hong Kong e Macao — per i programmi sviluppati da Hengrui, mentre l’azienda cinese riceverà i diritti esclusivi per il mercato cinese relativi agli asset immunologici di BMS. Hengrui potrà inoltre partecipare allo sviluppo globale di alcuni programmi selezionati.
A detta del Wall Street Journal, l’accordo prevede un pagamento iniziale di 600 milioni di dollari da parte di BMS, oltre a successive milestone regolatorie e commerciali. La notizia si inserisce in un contesto di forte espansione della ricerca biotech cinese, come i lettori di Oncoinfo sanno bene. Secondo il report “2025 China Biotech Sector Survey”, la Cina già oggi contribuisce a circa il 24% della pipeline globale dei farmaci innovativi e conduce un quarto degli studi clinici mondiali. L’oncologia resta una delle aree terapeutiche più attive per le biotech cinesi, insieme a cardiovascolare e neurologia. L’intesa tra Hengrui e Bristol Myers Squibb conferma quindi come la Cina non sia più soltanto un partner manifatturiero dell’industria farmaceutica globale, ma un protagonista crescente dell’innovazione terapeutica, anche in oncologia.



