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Torino>Sorrento. Seconda tappa: Novi Ligure – Brugnato

A cura di Alessio Malta By 29 Agosto 2022No Comments
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La Torino-Sorrento si lascia velocemente alle spalle Novi Ligure e il suo equivoco (Novi, un comune dell’alessandrino che denuncia col suo nome e il suo stemma l’antica appartenenza alla Repubblica di Genova) per entrare davvero in Liguria, monti e altopiani compresi, attraversando la quieta bellezza di Sestri Levante e della sua costa.

Non ancora esattamente una tappa per scalatori quella verso Brugnato, ma si cominciano a vedere le prime salite. Massimo Di Maio deve fare i conti, nell’ordine, con il passo della Scoffera e con quello del Bracco quasi in dirittura d’arrivo. Il secondo in particolare è un’ascesa che non era stata messa proprio nel conto, una sorpresa di giornata offerta cortesemente da google maps, con pendenze proibitive che potevano metterlo in crisi.

Di Maio però ha proseguito col suo passo, scollinando ancora in forze per chiudere a Brugnato senza accusare la stanchezza. A google maps però l’ha giurata…

Questo imprevisto finale, superato grazie alla preparazione fisica e all’abitudine alla resistenza, è sembrato una specie di richiamo involontario al tema portante della tappa, l’importanza dell’esercizio fisico in oncologia.

Da una parte infatti gli studi indicano che chi pratica con regolarità l’esercizio fisico si ammala meno spesso di alcuni tipi di tumore, dall’altra l’allenamento può, in determinati casi, ridurre il rischio di recidiva nei pazienti che sono stati operati per un tumore con lo scopo di guarire la malattia. Senza contare che, anche sulle persone con malattia avanzata, un certo grado di esercizio fisico ha effetti positivi non di poco conto: sull’umore prima di tutto, ma è anche d’aiuto per contrastare la fatigue e migliorare la tollerabilità delle terapie.

Forse Di Maio alle prese con quella salita finale inaspettata e tagliagambe non ci avrà pensato, ma in quel momento, mentre inveiva contro Google ma teneva duro, stava dimostrando una volta di più che niente è meglio di un buon esempio per convincere chi è indeciso, e che l’incoraggiamento che viene da un comportamento supera qualsiasi raccomandazione calata dall’alto.

Prima di terminare questa cronaca vi vogliamo raccontare di una persona in cui ci siamo imbattuti lungo la strada, un incontro rubato che ha avuto il dono di far scivolare via le scorie della prima faticosa giornata di lavoro.

Mentre eravamo affaccendati intorno alla macchina nella frazione di Scoffera per preparare materiali e attrezzature, proprio sopra il segnale che indica il passo (674 metri s.l.m) si è aperta la finestra di un palazzetto storico che dava proprio sulla strada, una casa come se ne vedono tante da quelle parti. Sergio, un signore genovese di ottant’anni che villeggia da solo a Scoffera d’estate nella casa di famiglia, ci chiedeva che ci facessimo lì, genuinamente curioso di capire il senso di quell’”Oncoinfo” sulle fiancate della nostra macchina. Ottenute le spiegazioni del caso, ha cominciato a raccontarci della sua vita, dei Giri d’Italia che erano passati di lì nel corso degli anni, dei suoi incontri con i grandi ciclisti di un tempo, da Jaques Anquetil a Vito Favero a Gino Bartali, passando per le sue considerazioni sullo spopolamento di quella frazione, sul rapporto controverso che ha con i cellulari che non gli lasciano vivere in pace i suoi momenti di solitudine e su quando aveva rischiato di finire sotto un tram cadendo dalla bicicletta. Voleva offrirci due bicchieri di bianco a casa sua Sergio, ma ci mancava il tempo. Lui non se l’è presa più di tanto e ha salutato chiamandoci per nome.

Nel pomeriggio sarebbe tornato a Genova per andare dal dentista perché, ha detto, è convinto da sempre che prevenire è meglio che curare e quel doloretto a un dente non lo convinceva. Da Brugnato è tutto…

Guarda qui il video della seconda tappa.