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Alfredo Falcone

Luciano De Fiore By 17 Novembre 2021Aprile 6th, 2023No Comments
Rubriche

Lavoro e formazione professionale

Direttore UO Oncologia Medica 2
Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

Nella formazione di un medico, contano i “Maestri”?
Certamente contano molto, non solo attraverso un rapporto diretto, ma anche e soprattutto con l’esempio e la creazione di un ambiente di lavoro ricco di stimoli ed opportunità.

Nella sua formazione, può dire di avere avuto un Maestro?
Non solo uno, direi diversi: Il Prof. Riccardo Rosso, Il Prof. Paul Calabresi, il Prof. James Darnowski, ma anche altri.

Ha passato periodi di studi all’estero dopo la laurea? Se sì, dove e per quanto tempo?
Sì, due anni presso la Brown University, a Providence (RI-USA).

Le principali ragioni per cui ha scelto la sua professione…
Volevo fare il medico da quando ero bambino, anche se al momento di iscrivermi a Medicina ho avuto grossi dubbi se non iscrivermi ad Agraria. L’oncologo medico, frequentando l’ospedale da studente e vedendo come i pazienti oncologici metastatici fossero “abbandonati”, non solo non curati con terapie specifiche che erano allora molto limitate, ma neppure si cercava di assisterli o di studiare per sviluppare una cura.

Qual è la maggiore soddisfazione da lei avuta nella vita professionale?
Difficile indicarne una sola, sono moltissime! Principalmente, direi il ringraziamento per quanto si è fatto, ricevuto da parte di molti pazienti arrivati alla fine del loro percorso di vita, e anche il vedere giovani oncologi crescere professionalmente e scientificamente, vedere i frutti della propria ricerca essere apprezzati ed applicati da parte di altri.

E la più grande delusione…
Anche qui difficile indicarne solo una! Ne ricorderei almeno due: quando un collega stimato e che consideravo amico mi minacciò perché non avevo accettato che il figlio avesse un percorso di carriera “facilitato”. E poi quando un giovane del nostro gruppo, che avevo cercato di far crescere e mettere nelle condizioni migliori per portare avanti progetti di ricerca e clinici, mi dimostrò tutta la sua ingratitudine e di essere guidato solo da egocentrismo e voglia di apparire.

Qual è la parte del lavoro di medico più gratificante?
Il rapporto con il paziente che si affida a te.

E la più noiosa?
La troppa burocrazia e le molte riunioni inutili ed inconcludenti.

Sfide e scommesse

Quale sarebbe la prima cosa che cercherebbe di fare se fosse Ministro della salute?
Togliere non l’indirizzo, ma la gestione della Sanità al controllo della politica. Vorrei un Sistema Sanitario meno regionalizzato, integrare maggiormente Ricerca ed Assistenza, riorganizzare e sviluppare una nuova e più efficiente medicina territoriale.

Cambiamo ambito: se fosse Ministero dell’università e della ricerca?
La Ricerca ha bisogno di più risorse, ma anche che queste vengano distribuite in base a criteri più meritocratici. I giovani medici che scelgono di dedicarsi alla Ricerca ed all’insegnamento dovrebbero essere maggiormente supportati nella loro scelta.

E se fosse Consigliere scientifico del Governo?
Far capire che gli investimenti in Ricerca ed Innovazione, se orientati correttamente, non sono spese, ma investimenti sui nostri giovani, sul nostro futuro, sul nostro benessere. Inoltre, sarebbe importante migliorare il livello di cultura scientifica dei cittadini.

Quale politico inviterebbe volentieri a cena?
Nessuno in quanto solo politico.

Lettura, scrittura, aggiornamento

Come trova il tempo di scrivere e dove?
Riguardo gli articoli scientifici, scrivevo prevalentemente quando ero più giovane, soprattutto quando ero in ferie o nei fine settimana. Da anni oramai sono i più giovani prevalentemente a scrivere, io al massimo dò qualche consiglio, discuto con loro, rivedo quanto hanno scritto.

Qual è il commento più memorabile che ha ricevuto da un referee?
Non ricordo, sono così tanti!

Ma la peer review… funziona come filtro di qualità della ricerca?
Solitamente sì.

Quale rivista scientifica segue con particolare interesse?
Ne seguo molte! Ovviamente il New England, ma anche tante altre.

Ritiene che l’impact factor sia ancora un indicatore di cui fidarsi?
Direi di sì, assieme però anche ad altri indicatori.

Ha mai scritto una poesia? O ha mai sognato di scrivere una poesia?
Scritta degna di questo nome direi no, sognato si, chissà …

E un diario?
No.

Quale libro ha sul comodino?
L’orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano di Pia Pera che mi ha regalato pochi giorni fa una nostra neo-ricercatrice il mio ultimo giorno di lavoro.

Qual è l’ultimo libro che ha regalato?
Raramente regalo libri, ma credo sia stato Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa di Mario Calabresi.

Il libro che vorrebbe portare su un’isola deserta?
Porterei piuttosto una bella e dettagliata mappa dell’isola!

Quale libro suggerirebbe ad un giovane oncologo in formazione?
Dipende dalla persona, non tutti hanno gli stessi gusti/interessi. Soprattutto consiglierei di leggere, leggere, leggere tanti articoli scientifici.

I suoi scrittori preferiti?
Sono diversi, non ho una preferenza così particolare. Ma se devo fare un nome direi Konrad Lorenz, etologo austriaco e premio Nobel morto circa 20 anni fa e di cui lessi tutto negli anni della mia gioventù.

Parliamo di congressi: ASCO o ESMO?
Entrambi sono Congressi importantissimi, ESMO è cresciuto moltissimo negli ultimi anni.

Ha ancora senso un congresso specialistico nazionale?
Assolutamente sì!

Congressi: meglio online o di persona?
Certamente in presenza, ma le informazioni e il dibattito sul web sono anch’essi molto importanti e complementari.

Ha mai usato i social media come strumento di aggiornamento?
Certamente!

Ricordi, passioni e...

Qual è stato il suo primo “esame”?
Chimica.

Ha delle paure nascoste che può confidarci?
Non nascondo delle paure fisse, dipende dai momenti della vita, ma in generale la paura per la salute ed il futuro dei figli.

Il più bel ricordo?
Il mio matrimonio, e la nascita dei miei 4 figli.

Qual è il suo più grande rammarico?
Aver a volte sacrificato troppo i miei affetti ed alcuni miei interessi per il lavoro. Questo è il motivo principale che mi ha portato a decidere di andare in pensione adesso, con qualche anno di anticipo.

Una lettera che non ha mai spedito?
Non sono un grande ed amante scrittore di lettere. Ho sempre preferito parlare, confrontarmi, discutere con le persone. Quando necessario ho poi anche scritto quanto pensavo e dovevo, ma solo dopo.

Le parole che non mai detto?
Parole molto offensive e maleducate. Ho sempre cercato di esprimere i concetti con chiarezza, completezza, fermezza e, se possibile, gentilezza.

Il compleanno più bello?
Non ne ricordo uno così particolare, ma i più belli sono stati quelli dei figli quando erano molto piccoli.

C’è qualcosa a cui non rinuncerebbe?
La correttezza.

E qualcosa a cui vorrebbe rinunciare?
La partecipazione a troppi convegni, eventi vari e riunioni.

Una cosa che la appassiona?
La natura, il mare, la montagna.

In cucina preferisce stare al tavolo o ai fornelli?
Prima ai fornelli e poi a tavola!

Si mangia per sopravvivere o per godere?
Per entrambi.

Veg o carne?
Tutti e due.

Che cosa ama di più del suo Paese? E cosa meno?
Ne amo la bellezza, le persone. Non ne apprezzo l’incuria, la disonestà, la poca organizzazione.

Quale musica ascolta e dove?
È molta la musica che mi piace e l’ascolto come capita e dove capita. I miei preferiti sono stati i Clash, Bruce Springsteen, Bobo Rondelli e molti altri.

Il suo film preferito?
I primi film di Woody Allen.

Treno, auto o aereo?
Se possibile bicicletta. Per lavoro, il treno quando possibile, per svago l’auto.

Lo sport preferito?
Più che sport degli hobbies: pesca, camminare in montagna, cercare i funghi, giardinaggio …

Mare o montagna?
Assolutamente mare + montagna!

La vacanza più bella?
All’isola di Marettimo in Sicilia o all’isola d’Elba con la famiglia.

La città italiana che più ama?
Credo di essere uno dei pochi, ma direi sia Pisa che Livorno.

La città europea più bella?
Roma.

Curiosità

Qual è la prima “pagina” che guarda sul giornale?
Di solito l’Editoriale.

Carta stampa o giornali online?
Entrambi.

La televisione serve a guardare…
Solitamente mi addormento quasi subito sul divano la sera, ma il tentativo è generalmente quello di seguire qualche dibattito su argomenti di attualità o trasmissioni sulla natura, l’ambiente …

Chi le telefona più spesso?
Mia moglie.

Il momento migliore della giornata: l’alba o il tramonto?
Bellissimi entrambi!

E il miglior giorno della settimana?
Dipende dalla settimana!