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Il Giro d’Italia. Quarta tappa – Ceglie Messapica

Massimo Di Maio By 4 Maggio 2021Giugno 3rd, 2021No Comments
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di Massimo Di Maio

Nel 2004, il Giro d’Italia partì nel ricordo di Marco Pantani, tragicamente scomparso pochi mesi prima. La corsa vedeva favorito Gilberto Simoni, che conquistò anche la maglia rosa nelle prime tappe e sembrava avviarsi a rispettare il pronostico ma poi, in maniera imprevista, fu proprio un suo gregario, il giovanissimo Damiano Cunego, a farsi prepotentemente spazio in classifica, conquistando il primo posto in classifica e costringendo la sua squadra a “invertire” i gradi.

L’imprevisto è il bello dello sport, ma l’imprevisto è dietro l’angolo anche nella sperimentazione clinica, e non sempre in positivo. Proprio nel 2004, quando lavoravo – grazie ad una borsa di studio dell’AIRC – all’Unità Sperimentazioni Cliniche del Pascale, era in corso lo studio GECO. Erano gli albori dell’era dei farmaci biologici in oncologia, e lo studio GECO valutava l’aggiunta del rofecoxib alla chemioterapia per i pazienti affetti da tumore del polmone avanzato. Il rofecoxib era un antiinfiammatorio di nuova generazione, e si sperava che il suo meccanismo d’azione potesse interferire con la proliferazione delle cellule tumorali. Lo studio era partito l’anno prima, coinvolgendo molti centri italiani, ma nell’autunno 2004, quando erano stati già randomizzati oltre metà dei 400 pazienti programmati, il rofecoxib venne improvvisamente ritirato dal commercio a causa della segnalazione di un aumento del rischio di eventi avversi cardiovascolari.

Fu un “fulmine a ciel sereno” per gli sperimentatori che con entusiasmo stavano conducendo lo studio, sperando di offrire ai propri pazienti una chance migliore rispetto alla sola chemioterapia. Tra quegli sperimentatori c’era Mimmo Galetta, da Ceglie Messapica, che già all’epoca lavorava, come oggi, all’Istituto Oncologico di Bari. Ceglie Messapica è una bella cittadina in provincia di Brindisi, città d’arte e terra di gastronomia. Proprio nel 2004, il Giro d’Italia passò da Ceglie, nella tappa che da Policoro arrivava a Carovigno, e in quella tappa il giovane Damiano Cunego aveva già la maglia rosa sulle spalle. All’epoca conoscevo Mimmo solo in qualità di valente sperimentatore, dedicato al tumore del polmone, che contribuiva anche ad alcuni studi clinici coordinati a Napoli. Successivamente ho avuto modo di conoscerlo meglio, e di apprezzarne le qualità umane oltre a quelle professionali. Vari anni dopo, tra l’altro, ho avuto il piacere di essere suo ospite nella splendida campagna di Ceglie, in una “lamia” (casa costruita in pietra a secco, come i trulli) ristrutturata. Naturalmente, in quell’occasione avevo caricato in auto la bici da corsa, e quindi al mattino presto, raggiunta la strada principale dopo qualche centinaio di metri di sterrato tra gli ulivi, andai in giro con la mia Bianchi 928 per le strade tra Oria, Francavilla, Grottaglie, nella splendida campagna pugliese tra l’Adriatico e lo Ionio. Il sole picchia forte in Puglia, anche al mattino presto, e bisognerebbe sempre ricordarsi di applicare la crema protettiva sul volto e sulle braccia, cosa di cui puntualmente mi dimentico.

Far passare questa tappa del Giro da Ceglie Messapica per incontrare Mimmo Galetta vuole essere innanzitutto un tributo all’importanza della collaborazione multicentrica per la sperimentazione clinica, ma non solo. Con Mimmo condivido la passione per il cinema, ed entrambi abbiamo avuto modo di “coniugare” il cinema con l’oncologia, partecipando in anni diversi al concorso “Oncologia e cinema” dell’AIOM. Ho trovato molto bello ed emozionante il cortometraggio “Apolide”, che descriveva proprio l’amicizia tra Mimmo ed un suo paziente africano, giunto in Italia come “migrante” e curato a Bari per un tumore del polmone avanzato. Anni prima, Mimmo aveva scritto il libro “Cenere di stelle”, utilizzando proprio il cinema per educare gli adolescenti alla lotta contro il fumo di sigaretta. Il cinema, come lo sport, è un potente mezzo educativo, anche per i giovanissimi. Sia che si preferisca la salita, sia che si ami la pianura, chi va in bici sa che il fumo è nemico assoluto dei polmoni. Pochi oncologi come Mimmo Galetta si sono impegnati tanto a fondo non solo nella cura dei pazienti ma anche nella prevenzione e nell’educazione dei giovani.

Dal Giro, per oggi, è tutto. Alla prossima tappa!