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Prima tappa: Firenze – Rimini, 206 km

A cura di Massimo Di Maio By 30 Giugno 2024Luglio 1st, 2024No Comments
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Tante novità di percorso per il Tour de France di quest’anno: non terminerà a Parigi, come di consueto, ma a Nizza, dal momento che nella capitale francese quest’estate ci saranno i Giochi olimpici.  Soprattutto, quest’anno la Grande Boucle inizia per la prima volta in Italia. Tante volte, in occasione di tappe alpine, il Tour era sconfinato in Italia, ma quest’anno siamo di fronte a una Grand Départ, con ben tre tappe interamente nella Penisola, e la quarta che inizierà in Italia ma segnerà il ritorno sul suolo francese.

Sabato 29 giugno la corsa è partita da Firenze, in omaggio a due vincitori del Tour che vi nacquero: Gino Bartali, che trionfò nel 1938 e 1948, e Gastone Nencini, che vinse nel 1960, meritandosi l’ammirazione e la stretta di mano del generale De Gaulle. Quando la partenza italiana del Tour è stata annunciata, qualcuno aveva storto il naso, come se il suolo italiano fosse “proprietà” del Giro d’Italia da non “cedere” ai francesi. Io trovo invece che sia stata una scelta bellissima, e che il passaggio del Tour rappresenti una vetrina eccezionale per tante località italiane che saranno attraversate, in mondovisione, dalla carovana. Lo sport è come la scienza: certamente tifiamo orgogliosi per i nostri colori nazionali, ma le imprese e le emozioni non hanno confini; dagli sconfinamenti, dalle contaminazioni, dal confronto, dalla curiosità di esplorare strade diverse nascono cose positive. 

Ieri, con un percorso di oltre 200 km, la carovana ha attraversato l’Appennino, tra Toscana ed Emilia-Romagna, passando anche per San Marino, per arrivare a Rimini, con circa 3700 metri di dislivello complessivo: decisamente non male per essere una prima tappa! Ha sofferto dall’inizio alla fine Marc Cavendish, ai nastri di partenza nella speranza di ottenere in questo Tour la vittoria di tappa numero 35 che gli farebbe superare il record di Eddy Merckx: staccatosi da subito, è giunto al traguardo, scortato dai compagni di squadra dell’Astana, con un ritardo di oltre mezz’ora.  Emozionante, a 70 km dall’arrivo, vedere i tanti tifosi sulla salita del Barbotto, nel ricordo indelebile di Marco Pantani.

Ha vinto, dopo una fuga bellissima e coraggiosa, il grande Romain Bardet, che indossa la maglia gialla per la prima volta nella sua carriera, probabilmente al suo ultimo Tour de France. Per chi non lo sapesse, la maglia gialla è indossata dal primo in classifica generale (l’analogo della maglia rosa al giro d’Italia) e spetta alla fine al vincitore, il corridore che avrà impiegato meno tempo a compiere il percorso complessivo. La maglia è gialla perché l’ideazione della corsa, nel 1903, si deve al direttore di un piccolo giornale, L’Auto-Vélo, stampato proprio su carta giallina.

Il primo giorno non ha deluso le aspettative, saranno tre settimane intense, e lo spettacolo è assicurato!