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Lucio Crinò

A cura di Luciano De Fiore By 22 Novembre 2023No Comments
Rubriche

Lavoro e formazione professionale

Consulente scientifico – Istituto Romagnolo per lo studio dei Tumori Dino Amadori IRST IRCCS, Meldola

Nella formazione di un medico, contano e quanto i “Maestri”?
Nella formazione professionale la figura di uno o più maestri risulta fondamentale sia per il percorso scientifico ma soprattutto per il profilo umano e caratteriale di un medico.

Nella sua formazione, ha avuto un Maestro?
Più di uno. Sia nel periodo dell’Università che nella fase immediatamente successiva della formazione come oncologo medico. Ricordo sempre il professor Gaetano Livrea dell’Università di Messina ed i professori Albano Del Favero, Fausto Grignani e Maurizio Tonato. Da loro ho appreso l’amore per la ricerca, il rigore metodologico e lo stile nell’esercizio della mia professione.

Ha passato periodi di studi all’estero? Se sì, dove e per quanto tempo?
Sì, in Finlandia per alcuni mesi da studente, negli Stati Uniti presso il National Cancer Institute di Bethesda e il Memorial Sloan Kettering di New York per un paio di anni complessivamente.

Perché ha scelto di fare l’oncologo?
Avrei voluto diventare psichiatra, ma negli ultimi mesi dell’Università mi ha interessato in maniera totale l’approccio all’ oncologia iniziando dallo studio e dalla ricerca nelle malattie ematologiche, leucemie e linfomi.

Qual è la sua maggiore soddisfazione nella vita professionale?
Aver contribuito alla guarigione di un numero significativo di ammalati e aver cercato di stabilire con tutti loro un rapporto umano prima che professionale che ritengo abbia arricchito moltissimo la mia esperienza umana e lavorativa. Inoltre, aver collaborato per molti anni e ancora oggi con giovani medici cercando di aiutarli nel loro percorso di crescita professionale.

Ricorda invece una delusione?
Non essere riuscito a convincere un giovane Testimone di Geova con un seminoma in fase metastatica ad accettare la chemioterapia. Ed averlo rivisto in fase terminale di malattia. Sul piano professionale, non aver avuto la capacità di sviluppare come avrei desiderato la ricerca traslazionale accanto a quella clinica.

Qual è l’aspetto più gratificante del suo lavoro di medico?
La mia esperienza professionale, iniziata nel 1970, ha coinciso con lo sviluppo dell’oncologia nel mondo ed in Italia. Constatarne i progressi e partecipare allo sviluppo delle nuove strategie terapeutiche condividendone i progressi scientifici è stato ed è l’aspetto più gratificante del mio lavoro.

Sfide e scommesse

Se fosse Ministro della salute, quale sarebbe la prima cosa che cercherebbe di fare?
Abolirei il test di ingresso alla facoltà di Medicina e lo sostituirei con un blocco al primo biennio in rapporto agli esami fatti, secondo il metodo francese.

Con quale politico farebbe volentieri una chiacchierata?
Con Carlo Calenda, del quale condivido l’analisi dell’attuale situazione nazionale ed internazionale. Nonché il riferimento al Partito d’Azione della nostra storia politica.

Come vede il processo di regionalizzazione del Sistema sanitario nazionale?
Credo che il Sistema Nazionale Sanitario debba essere unico e non frammentato in un processo di regionalizzazione che non mi pare ne abbia migliorato l’efficienza.

È favorevole all’integrazione in oncologia dell’“approccio istologico” con quello “mutazionale”?
Certamente. La medicina di precisione si basa proprio sull’identificazione del profilo molecolare di ogni tumore.

Qual è la sua più grande speranza?
Che questo approccio, che ha cambiato la terapia e la storia naturale di molti tumori, possa essere esteso ad ogni ammalato che quindi possa conoscere le caratteristiche molecolari del proprio tumore e in base a queste definire le terapie.

Lettura, scrittura, aggiornamento

Come trova il tempo di scrivere e dove?
Fa parte del mio lavoro scrivere articoli scientifici che siano il risultato delle nostre ricerche o che sintetizzino le conoscenze su particolari momenti dello studio e della cura dei tumori.

Ma la peer review funziona come filtro di qualità della ricerca?
Si, è un meccanismo di selezione e di valutazione della qualità della ricerca che a mio parere funziona bene.

Quali riviste scientifiche segue con particolare interesse?
Le riviste del gruppo Nature, il New England Journal of Medicine, il Journal of Clinical Oncology, Annals of Oncology, JAMA Oncology.

Ritiene che l’impact factor sia ancora un indicatore affidabile?
Sì. Penso che sia un buon criterio di misura del valore di una rivista e di un articolo.

Ha mai scritto una poesia? O ha mai sognato di scrivere una poesia?
Sì. Quando ero più giovane ho scritto una poesia sul mare del mio paese.

Tiene o ha mai tenuto un diario?
Sì. Non costantemente, ma tendo a scrivere quanto mi colpisce e mi fa riflettere.

Possiamo chiederle se un libro e quale l’ha colpito di recente?
L’ultimo libro sull’esodo degli Istriani (Tornerà l’imperatore).

Quale libro porterebbe su un’isola deserta?
La Divina Commedia e I fratelli Karamazov

Quale libro suggerirebbe a un giovane oncologo in formazione?
L’imperatore del male, scritto da un oncologo che lavorava a Bethesda negli stessi anni in cui ho frequentato il National Cancer Institute, Siddhartha Mukherjee.

Ha degli scrittori preferiti?
Pirandello, Sciascia, Steinbeck, Dostoevskij, Dante e Manzoni.

Parliamo di congressi: ASCO o ESMO?
ESMO! Senza alcun dubbio.

Congressi: meglio online o di persona?
Di persona. Perché i contatti con un gran numero di ricercatori possono essere fonte di stimolo per i tuoi programmi di ricerca.

Vede un futuro per i social media come strumento di aggiornamento anche dell’oncologo?
Certamente, se utilizzati in maniera intelligente.

Ricordi, passioni e...

Qual è stato il suo primo “esame”?
L’esame di licenza liceale che al mio tempo consisteva in tutto il programma di tutte le materie degli ultimi tre anni del liceo classico e durava 15 giorni e che mi ha dato una base che tuttora mi aiuta nella vita di tutti i giorni.

Ha delle paure nascoste che può confidarci?
Ho sempre temuto di non essere adeguato a quelli che erano i miei doveri e ho sempre cercato di migliorare.

Il più bel ricordo?
Ne ho tanti…

Qual è il suo più grande rammarico?
Non ho rimpianti particolari.

C’è qualcosa a cui non rinuncerebbe?
Al mio lavoro.

Cosa la appassiona davvero?
La musica e la lettura.

In cucina preferisce stare a tavola o ai fornelli?
Non ho tempo per stare ai fornelli.

Che cosa ama di più del suo Paese? E cosa meno?
La Storia, la Cultura, le Bellezze naturali, le caratteristiche peculiari delle singole regioni.

Quale musica ascolta e dove?
Musica classica, dovunque.

Il suo film preferito?
La battaglia di Algeri, di Gillo Pontecorvo.

Lo sport preferito?
Il calcio.

Mare o montagna?
Entrambi.

La vacanza più bella?
Non so se fosse la più bella, ma la più inaspettata è stata a Sauris, in Friuli-Venezia Giulia.

La città italiana che più ama?
Trieste.

La città non italiana che preferisce?
Berlino.

Curiosità

Legge ancora un quotidiano?
Più di uno.

Carta stampa o giornali online?
Entrambi.

Guarda la televisione? Se sì, quali programmi?
Rai 5, musica e qualche film.

Con chi si sente più spesso al telefono?
Con i miei figli.

Il momento migliore della giornata?
La sera.

Ha una stagione preferita?
Settembre, la fine dell’estate.