Lucia Del Mastro

A cura di Luciano De Fiore By 1 Settembre 2025No Comments
Rubriche

Lavoro e formazione professionale

Direttrice della Clinica di Oncologia Medica
IRCCS Ospedale Policlinico San Martino – Università di Genova

C’è una ragione specifica per cui ha scelto di fare l’oncologa?
Al momento della laurea, l’oncologia era il settore dove c’era chiaramente una grande necessità di fare ricerca. Sentivo che era giusto impegnarsi in un campo in cui allora c’era tanta sofferenza e tanto timore.

Nella sua formazione, può dire di avere avuto dei Maestri?
Sì, certo: il professor Angelo Raffaele Bianco, dell’Università di Napoli, e il dottor Gianni Bonadonna, dell’Istituto Tumori di Milano.

Ha passato periodi di studi all’estero? Nel caso, dove e per quanto tempo?
Non all’estero. Ho frequentato il reparto del dottor Gianni Bonadonna all’INT di Milano: esperienza formativa di grande importanza per il mio percorso.

Qual è la maggiore soddisfazione fin qui nella sua vita professionale?
Aver “scoperto” una strategia per preservare la fertilità delle giovani donne candidate a ricevere chemioterapia.

E la più grande delusione…
Non poter dire a tutti i pazienti che guariranno dal tumore.

Qual è la parte del suo lavoro più gratificante?
Il rapporto con i pazienti e la consapevolezza di contribuire a far crescere e a motivare la nuova generazione di oncologi.

Si sente più risolta come oncologa o come donna, o tutte e due?
Come oncologa.

Se non fosse diventata medico, cosa avrebbe fatto nella vita?
La giornalista.

Cosa rende una brava oncologa clinica anche una brava insegnante?
Il desiderio di avere una generazione di medici e di oncologi sempre più motivati e preparati.

Quanto conta la personalizzazione delle terapie e come vede il suo ruolo nel prossimo futuro?
La personalizzazione è fondamentale per migliorare i risultati terapeutici. Mi vedo soprattutto nel ruolo di tutor dei giovani oncologi.

Essere donna in un mondo storicamente maschile: ha mai avvertito limiti o ostacoli impliciti?
Assolutamente sì, anche espliciti…

Sfide e scommesse

Quale sarebbe la prima cosa che farebbe se fosse Ministra della salute?
Modificherei le condizioni degli specializzandi. Sono sottopagati rispetto all’enorme lavoro che fanno e questo favorisce le fughe all’estero: perdiamo gli elementi migliori

Le piace la regionalizzazione della sanità italiana?
No.

Cosa manca per poter disporre ovunque di reti oncologiche regionali funzionali?
La governance.

L’oncologia di oggi allunga la vita dei pazienti. È in grado anche di renderla più “larga”, qualitativamente soddisfacente?
Assolutamente sì.

Qual è il cambiamento più importante che ha vissuto in prima persona?
L’avvento delle terapie a bersaglio molecolare e dell’immunoterapia.

Potesse arruolare un personaggio dello sport o dello spettacolo come testimonial per la prevenzione oncologica, chi sceglierebbe?
Non so.

Cosa sogna ancora per la medicina oncologica? Cosa la preoccupa, invece?
La comprensione completa dei meccanismi molecolari che fanno sviluppare i tumori e la scoperta di strategie in grado di guarire anche i tumori metastatici. Mi preoccupa molto la riduzione dei fondi per la ricerca.

Quale politico inviterebbe volentieri a cena?
Nessuno.

Lettura, scrittura, aggiornamento

La peer review funziona ancora come filtro di qualità della ricerca?
Non abbastanza.

Quali riviste scientifiche segue con particolare interesse?
Lancet Oncology; New England Journal of Medicine; Annals of Oncology.

Ritiene che l’impact factor sia un indicatore affidabile?
No.

Ha mai scritto una poesia?
Sì, più di una.

E tenuto un diario?
No.

Legge anche di narrativa?
Sì.

Ha degli scrittori preferiti?
Tanti: Eshkol Nevo, Philip Roth, Murakami, Giampaolo Pansa, Gianrico Carofiglio e molti altri. Recentemente mi hanno colpito davvero i libri di Viola Ardone: Il treno dei bambini e soprattutto Grande Meraviglia.

Su un’isola deserta porterebbe un libro (e quale) o l’iPad?
L’iPad: può contenere tanti libri.

Quale libro suggerirebbe a un giovane oncologo in formazione?
Il male addosso
, di Sandra Verda.

Congressi in presenza: ASCO o ESMO?
ASCO.

Ha ancora senso un congresso specialistico nazionale?
Forse sì.

Usa i social media come strumento di aggiornamento?
Sì.

Ricordi, passioni e...

Qual è stato il suo primo “esame”?
Esame di stato del Liceo: una paura enorme.

Ha delle paure nascoste che può confidarci?
No.

C’è un libro, un film o una canzone che la accompagna o a cui torna nei momenti difficili?
Un film: L’attimo fuggente, di Peter Weir. La canzone? Ogni volta di Vasco Rossi. Infine la poesia: Senza di te tornavo, di Pier Paolo Pasolini.

Riesce a separare la dimensione professionale da quella privata? Oppure le due si sono intrecciate?
Sono intrecciate, ma separabili quando necessario.

Le piace di più fotografare o essere fotografata?
Fotografare.

Qual è il suo più grande rammarico?
È troppo personale, non si può dichiarare.

C’è qualcosa a cui non rinuncerebbe?
A vivere in un posto sul mare.

Cosa la appassiona davvero?
Trascorrere il tempo con gli amici e coi figli.

Che rapporto ha con i sogni? Li ricorda?
Di curiosità (possono svelare aspetti di noi che teniamo nascosti anche a noi stessi) e timore (non sempre ciò che teniamo nascosto a noi stessi è piacevole da conoscere). Non li ricordo molto spesso.

In cucina preferisce stare a tavola o ai fornelli?
Ai fornelli.

Veg o carne?
Veg.

Che cosa ama di più del suo Paese? E cosa meno?
Di più: il mare. Di meno: il basso livello culturale della maggioranza della classe politica e l’inaffidabilità dei trasporti pubblici.

Quale musica ascolta e dove?
Pop, rock, musica italiana (Mina – Vasco – Vecchioni – Pino Daniele – Tiziano Ferro), Vivaldi. Ascolto la musica su Spotify.

Va ancora al cinema o ormai le serie TV l’hanno conquistata?
Vado ancora al cinema. Vedo poco le serie TV.

Ha un regista preferito?
Ferzan Özpetek.

Quali sono le notizie che attraggono prima la sua attenzione (politica, cronaca, esteri…)?
In questo momento, esteri.

La televisione serve a guardare…
Il telegiornale e Che Tempo che fa di Fazio.

Con chi parla più spesso al telefono?
Figli e amici.

Il momento migliore della giornata?
La sera.

E il miglior giorno della settimana?
Il sabato.

Le piace far sport, e nel caso quale?
Trekking.

Mare o montagna?
Mare.

La sua città italiana del cuore?
Napoli.

La città all’estero che preferisce?
Gerusalemme.