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Il Giro d’Italia. Settima tappa – Brindisi

Massimo Di Maio By 8 Luglio 2021No Comments
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di Massimo Di Maio

Nel 2007, il Giro d’Italia partì dalla Sardegna, e a vincerlo fu l’abruzzese Danilo Di Luca, che si impose in alcune belle salite, tra cui l’arrivo al santuario di Montevergine e il muro di Briançon, nel giorno dello sconfinamento in Francia. In quell’anno lavoravo a Rossano, in Calabria, e ricordo di aver guardato (naturalmente a tratti) la tappa con l’arrivo sulla mitica salita dello Zoncolan in compagnia degli infermieri della Medicina Interna, durante un pomeriggio di guardia.

Arrivato là a maggio 2006, dopo i primi mesi di ambientamento nella nuova realtà, avevo trovato un bell’equilibrio tra il lavoro in ospedale e la vita quotidiana. Uscivo in bici con il mitico “Team ruote quadrate”, e quell’anno partecipammo insieme a varie granfondo, in giro per il sud Italia. Ricordo la granfondo della Penisola Sorrentina, alla quale tenevo particolarmente in quanto per me si trattava delle strade di casa; ricordo una bella granfondo a Rionero, in Basilicata, tra i bellissimi e verdi paesaggi dei laghi di Monticchio, e poi ricordo la granfondo di Alberobello, in Puglia. Era una torrida domenica di fine giugno, e nonostante il caldo il ritmo della gara fu velocissimo. Il percorso si snodava tra gli ulivi, sulle assolate strade tra le province di Bari, di Taranto e di Brindisi. Gran parte del percorso era in pianura, con l’eccezione dell’asperità della selva di Fasano, nella porzione in provincia di Brindisi: una salita non lunga, che però basta a fare una certa selezione.

Pochi mesi prima, a febbraio 2007, all’ospedale Perrino di Brindisi era diventato direttore dell’Oncologia Saverio Cinieri, di Francavilla Fontana, dopo 10 anni trascorsi all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. All’epoca non ci conoscevamo ancora, ma io lo avrei sentito spesso nominare, anche perché Saverio avrebbe subito aderito ad alcuni studi coordinati a Napoli, all’epoca aperti, ad esempio lo studio TORCH. Lo studio rappresentava una “scommessa” ambiziosa, perché puntava a risparmiare la chemioterapia ai pazienti che iniziavano un trattamento per un tumore del polmone avanzato. Purtroppo la scommessa sarebbe stata persa perché, in quegli anni in cui non c’era stata la svolta della caratterizzazione molecolare e la scelta del trattamento era ancora uguale per tutti i pazienti, la chemioterapia si sarebbe confermata ancora il trattamento più efficace.

Saverio mi ha raccontato qualche tempo fa di avermi conosciuto all’ASCO del 2009, quando venne ad ascoltare la mia presentazione dello studio GIP-1, in una delle sale oceaniche del convention center di Orlando. All’epoca nessuno dei due sapeva che, qualche anno dopo, il nostro impegno in AIOM ci avrebbe fatto incontrare spessissimo, fino a farci sentire quasi quotidianamente. In questo percorso ormai più che decennale in AIOM, sono tantissimi i ricordi che mi legano a Saverio. Quelli dell’ultimo anno e mezzo, per colpa della pandemia, sono solo “virtuali”, ma precedentemente sono stati tanti i momenti trascorsi insieme, a Milano in occasione degli incontri del direttivo, a Roma per il congresso nazionale, a Ragusa per le giornate dell’Etica, ma soprattutto a Perugia, per il congresso di AIOM giovani. L’appuntamento di luglio a Perugia, proprio per lo zampino di Saverio, grande appassionato di jazz, per molti anni è coinciso con la serata inaugurale di Umbria Jazz.

Tra i colleghi che conosco, Saverio è uno dei più attenti ai social media, alla comunicazione dei temi scientifici non solo con i colleghi ma con i pazienti e con il pubblico non tecnico. Le nostre interazioni sui social sono praticamente quotidiane, e ho avuto anche il piacere di essere invitato tra gli “amici” di PercontodiSmith, il blog di Saverio dedicato all’informazione su alimentazione, stili di vita e cancro. Temi importanti, quelli della prevenzione, dell’esercizio fisico, della corretta alimentazione e degli stili di vita sani, almeno quanto l’attenzione ai progressi nelle terapie, e Saverio sceglie spesso questi argomenti come oggetto dei suoi post e delle sue note. Attentissimo alle novità di letteratura, gli invidio una velocità veramente non comune nell’aggiornamento scientifico.

Far arrivare questa tappa del Giro a Brindisi è un omaggio ad uno dei colleghi ai quali sono più legato, pur non avendo mai lavorato insieme. Presidente eletto di AIOM, entrerà in carica ad ottobre di quest’anno. Un giorno, forse, avrò il piacere di convincerlo a fare un giro in bici insieme, naturalmente in diretta social…

Dal Giro, per oggi, è tutto. Alla prossima tappa!