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Il Giro d’Italia. Prologo – Napoli

Massimo Di Maio By 12 Febbraio 2021Giugno 3rd, 2021No Comments
Rubriche

di Massimo Di Maio

Quando mi presento e dico che sono oncologo e appassionato di ciclismo, i due aspetti sono elencati nell’ordine ispirato dal motto “Prima il dovere e poi il piacere”, ma vi assicuro che, per fortuna, anche la professione rimane per me (quasi sempre) un piacere e una passione.  Pertanto, come rifiutare la proposta di curare, da oncologo, una rubrica intitolata “il Giro d’Italia”? Incuriosito dall’originalità dell’invito, ho accettato con piacere.

Come ogni Giro che si rispetti, anche questa “prima edizione” 2021 inizia con la pianificazione del percorso, e ho deciso che si snoderà per 21 tappe attraversando lo Stivale ed avrà un inizio e una fine simbolicamente corrispondenti al mio percorso professionale, iniziato a Napoli e che mi vede oggi a Torino. Il 2000, ventuno anni fa, fu l’ultimo anno che vide il grande Adriano De Zan come telecronista del Giro sulla RAI. In quell’anno, non avevo ancora comprato la mia prima bici da corsa, ed iniziavo la mia esperienza di specializzando all’Università di Napoli Federico II. Un po’ il caso, un po’ il consiglio di una collega più grande, mi fecero scegliere di frequentare all’Istituto Tumori – “Fondazione Pascale”, presso l’Unità Sperimentazioni Cliniche diretta da Franco Perrone. Quell’opportunità ha segnato profondamente il mio percorso professionale.

Far partire da Napoli questo “Giro” è lo spunto per sottolineare l’importanza della sperimentazione clinica in oncologia. Tutti i progressi fatti negli attuali standard di trattamento (…e se penso allo stato dell’arte di ventuno anni fa, ne sono stati fatti veramente tanti!) sono merito della sperimentazione, degli sforzi fatti da chi ha disegnato e condotto gli studi, dell’impegno dei pazienti e delle pazienti che hanno accettato di partecipare. Lavorare con Franco a Napoli è stata un’occasione preziosa per comprendere quanto sia preziosa, ma difficile, la ricerca accademica, complementare rispetto alla ricerca sponsorizzata dall’industria.

Oggi come ventuno anni fa, il problema dei finanziamenti alla ricerca accademica rimane un tema centrale, e in questo ideale Giro che attraverserà l’Italia parlando di oncologia, vorrei che sulle maglie della “carovana” campeggiasse ben visibile, tra i loghi degli sponsor, una scritta che ricordi a tutti l’importanza dei finanziamenti alla ricerca. La ricerca è fatta di tappe lunghe, altre più brevi, alcune tappe comprendono salite particolarmente dure. Naturalmente per affrontare l’impresa occorrono entusiasmo e preparazione, ma non bastano: questo percorso deve essere affrontato con il giusto equipaggiamento e con le dovute risorse.

Dal Giro, per oggi, è tutto. Alla prossima tappa!