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Il Giro d’Italia. Ottava tappa – Ragusa

Massimo Di Maio By 22 Luglio 2021No Comments
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di Massimo Di Maio

Nel 2008, il Giro d’Italia partì con 3 tappe in Sicilia: la prima era una cronometro a squadre, per le strade di Palermo, seguita da 2 tappe in linea, la prima da Cefalù ad Agrigento e la seconda da Catania a Milazzo, circumnavigando l’Etna. In quelle prime tappe sulle strade di casa, si mise in evidenza anche un giovane Vincenzo Nibali, che doveva ancora compiere 24 anni e che qualche anno dopo avrebbe regalato all’Italia indimenticabili successi nei grandi giri.

Poche settimane dopo quelle tappe siciliane del Giro d’Italia, in 2 giorni di fine giugno del 2008, presso il famoso centro “Ettore Majorana” di Erice, sotto l’egida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica e della Società Italiana di Cure Palliative, si sarebbero riuniti oncologi, palliativisti, altri specialisti, rappresentanti dei pazienti, per discutere di etica e umanizzazione in oncologia. Quell’incontro siciliano produsse anche un documento pubblicato, il “2008 Erice Statement Toward a More Humanistic Oncology”. Nel documento si sottolineava la necessità di aumentare l’umanizzazione in oncologia, identificandone le dimensioni (personale, professionale, di rapporto con il paziente, etica, organizzativa) allo scopo di migliorare la comunicazione, di aumentare la qualità delle terapie di supporto, di ridurre i trattamenti tossici se inefficaci.

Negli anni successivi, le Giornate dell’Etica sono diventate un appuntamento fisso di AIOM, e per molti anni si sono svolte sempre in Sicilia, non ad Erice ma a Ragusa. La sede di Ragusa è stata fortemente voluta da Carmelo Iacono, che nel 2008 era direttore dell’Oncologia di Ragusa e segretario nazionale dell’AIOM, e l’anno dopo sarebbe stato eletto presidente della nostra Associazione. Ad essere onesti, Ragusa non è una sede comoda da raggiungere: c’è bisogno di percorrere un discreto tratto di strada dall’aeroporto di Catania, e ogni volta la trasferta è alquanto impegnativa (ricordo che un anno abbiamo trovato anche una terribile nebbia!). Peraltro, ricordo con grande piacere tutti gli appuntamenti delle giornate dell’Etica a Ragusa, non solo perché hanno rappresentato l’occasione di visitare il magnifico scenario degli episodi del commissario Montalbano (che grazie al successo dei romanzi e della serie TV ha fatto diventare quei posti un’attrattiva per il turismo mondiale), ma anche e soprattutto per discutere, nella splendida cornice del teatro Donnafugata, di temi per i quali spesso c’è poco spazio nei congressi di aggiornamento, e che invece sono molto importanti per il nostro lavoro.

Come ho detto più volte, il ciclismo è uno sport che esalta le imprese dei singoli ma che si basa su un gioco di squadra. Le cronometro a squadre, come quella che aprì il giro 2008 sulle strade di Palermo, sono l’emblema di questo concetto: il tempo della squadra non viene calcolato sul primo che taglia il traguardo, ma sul quinto componente della squadra, quindi non basta che ci sia un solo ciclista super-veloce: il successo è determinato dal risultato complessivo del team. Nel nostro lavoro di oncologi è la stessa cosa: il miglior risultato per il paziente si ottiene sicuramente con l’impegno di ogni singolo professionista, ma coordinato in un lavoro di squadra, tra oncologi, ma anche con gli altri specialisti coinvolti nella gestione dei pazienti. Il documento di Erice recitava: “La capacità di relazionarsi con i pazienti deve estendersi anche alla relazione con i colleghi, ad esempio essere in grado di scambiare idee professionali, di trovare l’accordo con gli altri, e di essere disposti a riconsiderare le proprie opinioni per il beneficio del paziente”. In una cronometro a squadre, se si corre veloce ma il resto della squadra si stacca, la tappa la vincerà qualcun altro…

Non ho mai pedalato in Sicilia, anche perché a differenza di altre destinazioni ci sono andato quasi sempre in aereo e senza bici al seguito… Ma ogni volta che ci sono stato, a Palermo, ad Erice, a Ragusa, a Catania con il maestoso sfondo dell’Etna, ho desiderato di tornarci per poter percorrere quelle strade in bici. Quest’anno le giornate dell’Etica si faranno a settembre 2021 a Matera (per una serie di cambiamenti del calendario normale, imposti dalla pandemia), ma per me quell’appuntamento rimarrà sempre legato alla terra e ai colori di Sicilia, dove spero di tornare presto, magari con la bici…

Far arrivare questa tappa del mio Giro in Sicilia vuole essere un omaggio non solo ai tanti colleghi e amici siciliani (…sono talmente tanti che non sto ad elencarli!), ma anche all’impegno di AIOM sui temi dell’etica in oncologia, temi che riguardano tutte le nostre attività quotidiane e meritano tutto il nostro impegno e la nostra attenzione, al pari dell’aggiornamento scientifico.

Dal Giro, per oggi, è tutto. Alla prossima tappa!