Nella nuova puntata della nostra serie “Case Discussion”, mettiamo al centro la gestione del carcinoma mammario triplo negativo avanzato (mTNBC), il sottotipo più aggressivo ed eterogeneo della patologia mammaria. Di fronte a scenari ad alta complessità clinica – dalla recidiva ossea precoce a forme esofitiche e fulminee insorte nel contesto di neoplasie sincrone, fino al riscontro di metastasi cerebrali in pazienti anziane – i regimi di chemioterapia convenzionale mostrano rapidamente i propri limiti. In questo contesto, l’anticorpo farmaco-coniugato sacituzumab govitecan sta ridefinendo i parametri di risposta e controllo di malattia. Ma come si gestisce sul campo questa opzione per ottenere risposte viscerali repentine, consentire chirurgie di debulking altrimenti impensabili, preservare la stabilità encefalica e modulare le tossicità per garantire la continuità terapeutica? Per affrontarlo, attraverso l’analisi dei loro casi pratici, abbiamo ospitato Caterina Battaglia (Oncologia, AOU Renato Dulbecco, Catanzaro), Loretta D’Onofrio (UOC Oncologia Medica, IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Roma) e Gianfranco Pernice (Oncologia, Fondazione Istituto G. Giglio, Cefalù – PA). Ha coordinato l’incontro Roberta Caputo (SSD Ricerca clinica e traslazionale in Senologia, INT – IRCCS Fondazione “Pascale”, Napoli).
La gestione clinica del carcinoma mammario HER2- metastatico e l’impiego “sul campo” di sacituzumab govitecan.




