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Trattamento endocrino adiuvante nel carcinoma mammario, un nuovo standard?

A cura di Redazione By 25 Gennaio 2022No Comments
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Nelle pazienti in postmenopausa con carcinoma mammario ormono-positivo (HR+) che hanno già ricevuto 2-3 anni di tamoxifene, il trattamento extended con letrozolo per 5 anni ha determinato un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da malattia rispetto al trattamento standard con letrozolo per 2-3 anni. La terapia endocrina sequenziale con tamoxifene per 2-3 anni seguita da letrozolo per 5 anni dovrebbe essere quindi considerata come uno tra gli standard ottimali di trattamento endocrino per le pazienti in postmenopausa con carcinoma mammario HR+. È questa la conclusione a cui è giunto un importante studio italiano pubblicato su “Lancet Oncology” dai ricercatori del Gruppo Italiano Mammella1.

Questo trial multicentrico, in aperto, randomizzato, di fase 3 è stato condotto in 69 centri ospedalieri italiani tra il 2005 e il 2010. Le pazienti arruolate erano donne in postmenopausa con una diagnosi di carcinoma mammario invasivo operabile HR+ allo stadio I-III, precedentemente trattate in adiuvante con tamoxifene per almeno 2 anni (ma non più di 3 anni e 3 mesi), non presentavano recidive e avevano un performance status Eastern Cooperative Oncology Group di 2 o inferiore. Le pazienti sono state randomizzate (1:1) a ricevere letrozolo 2,5mg/die per via orale per 2-3 anni (n=1030, gruppo di controllo) o 5 anni (n=1026, gruppo extended). L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da malattia invasiva nella popolazione intention-to-treat. Dopo un follow-up mediano di 11,7 anni (range interquartile (IQR) 9,5–13,1), eventi di sopravvivenza libera da malattia si sono verificati nel 62% (intervallo di confidenza (CI) 95% 57-66) nel gruppo di controllo e del 67% (62-71) nel gruppo extended (hazard ratio (HR) 0,78, 95% CI 0,65-0,93; p=0,0064). Gli eventi avversi di grado 3 e 4 più comuni sono stati artralgia (22 [2,2%] su 983 pazienti nel gruppo di controllo vs 29 [3,0%] su 977 nel gruppo extended) e mialgia (7 [0,7%]] vs 9 [0,9%]). Ci sono stati 3 (0,3%) eventi avversi gravi correlati al trattamento nel gruppo di controllo e 8 (0,8%) nel gruppo extended. Non sono stati osservati decessi correlati a effetti tossici.

Già nel 2005 il gruppo coordinato da Paul E. Goss del Massachusetts General Hospital di Boston con un lavoro2 pubblicato dal “Journal of National Cancer Institute” aveva dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da malattia per le donne che assumono letrozolo dopo il trattamento adiuvante con tamoxifene, con riduzioni sostanziali degli eventi locali, a distanza e controlaterali e un miglioramento della sopravvivenza globale nelle donne con malattia linfonodale positiva. La terapia con letrozolo ha determinato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da malattia, che includeva una riduzione della frequenza di nuovi tumori primari nella mammella controlaterale; questa riduzione ha rappresentato il 21% della differenza di eventi tra i gruppi di trattamento. L’Hazard Ratio per recidiva o carcinoma mammario controlaterale nelle pazienti che ricevevano letrozolo rispetto a quelle che ricevevano placebo era 0,58 (CI 95% = 0,45-0,76), una riduzione relativa del rischio di recidiva della malattia del 42% per le donne che ricevevano letrozolo.

Le Linee Guida “ASCO Clinical Practice Guideline on Adjuvant Endocrine Therapy for Women with Hormone Receptor–Positive Breast Cancer” pubblicate nel 2016 e aggiornate nel 20193 riflettono le più recenti evidenze sulla durata del trattamento endocrino adiuvante. Il panel di esperti ASCO raccomanda – tra l’altro – che alle donne con carcinoma mammario con linfonodi positivi dovrebbe essere offerta una terapia AI estesa fino a un totale di 10 anni di trattamento endocrino adiuvante e che molte donne con carcinoma mammario con linfonodi negativi dovrebbero a loro volta prendere in considerazione una terapia estesa fino a un totale di 10 anni di trattamento endocrino adiuvante sulla base di considerazioni sul rischio di recidiva, utilizzando fattori prognostici stabiliti.

BIBLIOGRAFIA
1. Del Mastro L, Mansutti M, Bisagni G, Ponzone R, Durando A, Amaducci L, Campadelli E, Cognetti F, Frassoldati A, Michelotti A, Mura S, Urracci Y, Sanna G, Gori S, De Placido S, Garrone O, Fabi A, Barone C, Tamberi S, Bighin C, Puglisi F, Moretti G, Arpino G, Ballestrero A, Poggio F, Lambertini M, Montemurro F, Bruzzi P on behalf of the Gruppo Italiano Mammella investigators. Extended therapy with letrozole as adjuvant treatment of postmenopausal patients with early-stage breast cancer: a multicentre, open-label, randomised, phase 3 trial. Lancet Oncology 2021;22(10):1458-1467 DOI:https://doi.org/10.1016/S1470-2045(21)00352-1.
2. Goss PE, Ingle JN, Martino S, Robert NJ, Muss HB, Piccart MJ, Castiglione M, Tu D, Shepherd LE, Pritchard KI, Livingston RB, Davidson NE, Norton L, Perez EA, Abrams JS, Cameron DA, Palmer MJ, Pater JL. Randomized trial of letrozole following tamoxifen as extended adjuvant therapy in receptor-positive breast cancer: updated findings from NCIC CTG MA.17. J Natl Cancer Inst 2005;97(17):1262-71 doi: 10.1093/jnci/dji250.
3. Burstein HJ, Lacchetti C, Anderson H, Buchholz TA, Davidson NE, Gelmon KA, Giordano SH, Hudis CA, Solky AJ, Stearns V, Winer EP, Griggs JJ. Adjuvant Endocrine Therapy for Women With Hormone Receptor–Positive Breast Cancer: ASCO Clinical Practice Guideline Focused Update. J Clin Oncol 2019;37(5):423-438 doi: 10.1200/JCO.18.01160.