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Screening tumore del polmone: più danni o benefici?

By 3 Febbraio 2017Maggio 26th, 2021No Comments
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Lo screening per il tumore del polmone mediante tomografia computerizzata (TC) a basso dosaggio potrebbe produrre più danni che benefici. Da uno studio realizzato dalla Veterans Health Administration, i cui risultati sono stati pubblicati sul JAMA Internal Medicine(1), è emerso che la realizzazione di un programma di screening di questo tipo, quando realizzato in un contesto reale, determina una serie di problemi in termini di risorse, rilevamenti accidentali e falsi positivi.

La ricerca in questione aveva l’obiettivo di valutare l’efficacia e l’applicabilità di un programma di screening per il tumore del polmone realizzato mediante TC a basso dosaggio, una procedura risultata precedentemente associata a una riduzione delle morti per questa patologia in un altro trial clinico (National Lung Screening Trial) (2). Per indagare questi aspetti, l’indagine della Veteran Health Association ha preso in considerazione 2106 pazienti che rispettavano i criteri di inclusione (età compresa tra 55 e 80 anni, fumatori, senza precedenti diagnosi di tumori dell’esofago, del fegato e del pancreas) provenienti da 8 ospedali universitari localizzati in aree geografiche diverse. I risultati hanno evidenziato che il 59,7% dei soggetti sottoposti al programma di screening è risultato avere dei noduli, ma solo l’1,5% ha poi realmente sviluppato un cancro al polmone. Inoltre, nel 40% dei casi si sono invece verificati rilevamenti accidentali, come enfisemi e calcificazioni coronariche, che hanno richiesto indagini ulteriori.

Riportando i dati in un editoriale pubblicato sul JAMA Internal Medicine(3) Rita Redberg, cardiologa dell’University of California, e Patrick O’Malley, docente di Medicine e Biomedical Informatics all’Uniformed Services University di Bethesda, hanno calcolato che in media su 1000 persone sottoposte al programma di screening, 10 hanno ricevuto una diagnosi di cancro del polmone ai primi stadi (potenzialmente curabile), 5 hanno ricevuto una diagnosi di cancro del polmone in fase avanzata (incurabile), 20 sono stati sottoposti a procedure invasive non necessarie (broncoscopia e toracotomia) e 550 hanno vissuto un’esperienza negativa di allarme immotivato a cui sono seguite ulteriori TC (con associate radiazioni). Dallo studio è anche emerso che solo il 58% dei candidati era favorevole a questo intervento di prevenzione secondaria, per le preoccupazioni legate all’esposizione a radiazioni, allo stress psicologico associato e all’impegno determinato dalla partecipazione al programma. Inoltre, secondo gli autori l’implementazione di questa tipologia di screening potrebbe creare dei problemi, in termini di risorse e personale necessari, ai reparti di radiologia, causando potenziali disagi ai pazienti che necessitano di una TC per altre indicazioni diagnostiche.

Se la percentuale di pazienti eleggibili individuata dallo studio della Veteran Health Association rispecchiasse realmente la popolazione generale si stima che circa 900.000 membri di questa associazione rispetterebbero i criteri di ammissione al programma di screening. Anche se questo numero venisse ridotto del 16%, come si stima potrebbe accadere prendendo in considerazione le controindicazioni cliniche a lungo termine, il numero di potenziali candidati rimane considerevole. Una corretta identificazione di questi pazienti, accompagnata da un’accurata spiegazione dei rischi e benefici della procedura, rappresenterebbe quindi un grande impegno per i servizi sanitari. In ultimo, come suggeriscono gli autori della ricerca, è necessario valutare il potenziale impatto, risultato negativo in uno studio precedente (4), di un programma di screening di questo tipo sulla volontà dei pazienti di smettere di fumare.

Fabio Ambrosino

▼1. Kinsinger LS, Anderson C, Kim J, et al. Implementation of lung cancer screening in the Veterans Health Association. JAMA Internal Medicine 2017; doi:10.1001/jamainternmed.2016.9022
▼2. Aberle DR, Adams AM, Berg CD, et al; National Lung Screening Trial Research Team. Reduced lung-cancer mortality with low-dose computed tomographic screening. N Engl J Med. 2011;365(5): 395-409
▼3. Redberg RF, O’Malley PG. Important question about lung cancer screening programs when incidental findings exceed lung cancer nodules by 40 to 1. JAMA Internal Medicine 2017; doi:10.1001/jamainternmed.2016.9446
▼4. Zeliadt SB, Heffner JL, Sayre G, et al. Attitudes and perceptions about smoking cessation in the context of lung cancer screening.JAMA Internal Medicine 2015; 175(9): 1530-1537.