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Ricordo di Franco Muggia

Luciano De Fiore By 10 Settembre 2021No Comments
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È morto l’8 settembre a New York Franco Muggia, mentre dalla Central Station si recava come di consueto in ospedale. Non dimostrava affatto ottantacinque anni: vitale, interessato, ancora coinvolto in molti progetti e programmi scientifici, si era da poco assunto anche il compito di condurre una rubrica su Oncoinfo, insieme all’amico di una vita, Andrea Bonetti, sintetizzando le conclusioni degli incontri dello U.S. National Cancer Institute’s PDQ Adult Treatment Editorial Board, di cui faceva autorevolmente parte.

In prima linea nello sviluppo clinico precoce delle chemioterapie nel trattamento delle leucemie e dei linfomi e di diversi tumori solidi (mammella, polmone, ovaie e gastrointestinali), Franco Muggia diceva di aver scelto l’oncologia dopo aver ascoltato al suo primo anno di medicina un discorso di David Karnofsky. Tuttavia, i suoi interessi scientifici avevano radici profonde. Suo padre, Aldo Muggia, era infatti un noto pediatra torinese. La famiglia dovette però lasciare l’Italia quando Franco aveva appena tre anni, a causa delle persecuzioni razziali fasciste. I Muggia si spostarono così in Ecuador, dove il padre divenne condirettore della LIFE (Laboratorios Industriales Farmacéuticos Ecuatorianos).

Interessato alla matematica e alla scienza, Franco studiò all’American School di Quito, eccellendo soprattutto in matematica e scienze, fino a trasferirsi negli Stati Uniti nel 1952 dove terminò le superiori, seguendo le orme del fratello maggiore Albert. Si laureò prima in biofisica a Yale e poi in medicina a New York alla Cornell University, nel 1961. Completò la specializzazione al Bellevue Hospital di New York, all’Hartford Hospital nel Connecticut e infine alla Columbia University, insieme a colleghi di corso del calibro di Gianni Bonadonna e Joseph Fraumeni e a insegnanti come John Ultmann e Alfred Gellhorn, grandi innovatori nella ricerca sul cancro. Nel 1964 divenne cittadino americano e, dopo due anni all’Albert Einstein College of Medicine, si offrì volontario per il Servizio di Salute Pubblica, ottenendo nel 1969 un posto al National Cancer Institute (NCI), dove iniziò a lavorare sui tumori solidi nel laboratorio di Vincent DeVita e George Canellos. In seguito fu integrato con Heine Hansen in una nuova unità che stava sviluppando nuovi farmaci per i tumori polmonari. Al NCI partecipò così alle ricerche sulla farmacologia di nuovi agenti come la camptotecina, un precursore degli inibitori della topoisomerasi I; il teniposide, le nitrosuree, un gruppo di agenti alchilanti; la bleomicina; e infine il paclitaxel e il cisplatino, che da allora sono diventati i principali agenti chemioterapici nei tumori del testicolo, del polmone, della vescica, del seno e del polmone.

Nel 1979, Muggia lasciò l’NCI per diventare professore e direttore della divisione di oncologia medica prima alla New York University School of Medicine e poi a Los Angeles, terminando la carriera accademica di nuovo a New York nel 2009. Nel frattempo aveva fatto parte del Comitato per l’educazione sul cancro dell’ASCO (2001 – 2004) e del comitato editoriale del Journal of Clinical Oncology, primo editor dell’edizione spagnola del JCO.

Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla moglie Anna e alle quattro figlie. Qualche tempo fa, Franco aveva dichiarato all’ASCO Post: «Ho avuto una vita meravigliosa e le benedizioni ricevute non si contano. Spero però di essere ancora coinvolto nella ricerca e di poter dare un contributo all’oncologia di domani. Quel che è certo, è che ho continue riprove che quanto ho realizzato lo devo alla collaborazione dei miei colleghi, sempre troppo numerosi per essere ricordati tutti».