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Prevenzione contro il cancro: sport, alimentazione e non solo…

By 21 Novembre 2013Maggio 12th, 2021No Comments
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Il 20 novembre, nella cornice romana del Donna Camilla Savelli di Roma, si è svolta una giornata di lavori dedicata all’importanza degli stili di vita per la prevenzione del cancro, con particolare attenzione al ruolo dell’attività fisica e sportiva non solo per ridurre l’incidenza delle neoplasie, ma anche nel supporto attivo ai trattamenti oncologici.

Il convegno, nato dalla collaborazione fra IDI e AISCUP-onlus, ha visto la partecipazione di relatori autorevoli provenienti da tutta Italia, tra cui il Prof. Paolo Marchetti (Ospedale Sant’Andrea, Roma) (VIDEO), direttore scientifico dell’IDI e coordinatore dell’evento, e di numerosi pazienti e familiari rappresentati dall’Associazione.

Tra i principali focus che il seminario ha posto in evidenza c’è il ruolo che l’esercizio fisico riveste per contrastare alcuni degli effetti collaterali secondari ai trattamenti oncologici, come il linfedema secondario dell’arto superiore nelle donne operate di tumore della mammella, e per ridurre i rischi d’insorgenza e recidiva.

Ma come è noto lo scenario che descrive le abitudini degli italiani rispetto ad uno stile di vita sano e controllato descrive ancora gravi lacune, come anche la diffusione, a macchia di leopardo, dei servizi di riabilitazione oncologica che dovrebbero garantire al malato l’accesso gratuito ai protocolli personalizzati.

Tra gli esempi in tal senso virtuosi, compare l’Unità Operativa Complessa di Oncologia e Oncologia Dermatologica dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata in Roma, il cui Servizio di Riabilitazione Oncologica conta attualmente 500 pazienti in cura. L’obiettivo, migliorare la qualità della vita del malato, aiutando il paziente e la sua famiglia ad adattarsi a standard di vita quanto più simili a quelli precedenti la malattia, limitando la disabilità fisica, il deficit funzionale, cognitivo, psicologico e spirituale che spesso si manifestano a seguito del tumore o delle terapie ad esso correlate.

Un intento che ha ormai assunto una valenza scientifica clinica e di ricerca sempre più ampia, come evidenziato anche dalle più importanti Società Scientifiche d’ambito oncologico, nazionali, come l’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), ed Internazionali, quali ESMO (European Society for Medical Oncology) ed ASCO (American Society of Clinical Oncology).

Un coro di voci che invoca il riconoscimento, anche sul piano economico-regolatorio, dell’importanza della prevenzione in oncologia, al pari delle cure e dei trattamenti attivi.

“Investire nella prevenzione è altrettanto cruciale che investire in nuove terapie più efficaci – dichiara Paolo Marchetti, coordinatore scientifico dell’evento – Dà risultati nel lungo termine, più duraturi e con un maggiore impatto sociale, perciò un efficace arsenale strategico deve comprendere certamente nuovi farmaci ma anche nuove e più efficaci strategie di prevenzione.”

Un corretto messaggio sulla prevenzione non può certo prescindere da un’efficace comunicazione. È quanto ricorda Antonio Facchiano, oncologo molecolare IDI, che mette a confronto i diversi approcci comunicazionali adottati in Italia e nei paesi anglosassoni: indiretto e rasserenante il primo, esplicito e funereo il secondo. “Studi in corso mostrano chiare differenze delle strategie comunicative nel campo della prevenzione – fa notare Facchiano – ed indicano anche un grande interesse degli utenti della rete non solo verso le terapie disponibili ma anche verso la prevenzione”, un atteggiamento che, secondo Facchiano, dimostrerebbe una certa “sensibilità e maturità del cittadino verso questi temi”.

A conclusione dei lavori, il professor Marchetti ricorda il ruolo cruciale della buona cucina e della dieta mediterranea per prevenire l’insorgenza dei tumori. Un’importanza a 360 gradi che considera non solo la scelta di cibi sani, di stagione e di sicura provenienza, ma anche la necessità di imparare le regole per la giusta conservazione e per una cottura degli alimenti che non ne alterino le proprietà e non producano sostanze dannose per l’organismo. Senza dimenticare, naturalmente, un’abbondante dose di buon senso. L’ingrediente più importante anche se, spesso, più difficile da conciliare con i piaceri del palato. Soprattutto in materia di prevenzione a tavola, dove ancora molti degli interrogativi – ammette lo stesso Marchetti – non sono soddisfatti da sufficienti evidenze scientifiche.