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Nasce Fondazione Periplo, per un’oncologia del territorio

By 16 Marzo 2021Maggio 12th, 2021No Comments
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Circa il 30% dei cittadini italiani che ricevono una diagnosi di tumore, ovvero oltre un milione di persone, potrebbe e dovrebbe essere seguito sul territorio, con notevoli risparmi per il sistema sanitario. In particolare, almeno il 20% dei casi di cancro del polmone, il 30% di quelli del colon-retto e più del 50% della mammella vanno gestiti al di fuori degli ospedali. Ma oggi, nel nostro Paese, non esiste ancora l’oncologia del territorio. Per promuovere un cambiamento profondo dell’assistenza ai pazienti oncologici nasce Fondazione Periplo, che ha già avviato progetti concreti che mirano a definire e a mappare gli indicatori di efficacia dei percorsi assistenziali della neoplasia della mammella, la più frequente in Italia (55mila nuove diagnosi stimate nel 2020), e del tumore del polmone, che rappresenta la prima causa di morte oncologica (34mila decessi nel 2017).

La tempestività della presa in carico è requisito essenziale: l’intervento chirurgico deve avvenire entro 30 giorni e la terapia adiuvante, cioè successiva alla chirurgia, va eseguita entro 8 settimane. Il mancato rispetto di questi indicatori può compromettere l’efficacia delle migliori terapie. “I passi in avanti in oncologia sono determinati non solo dal singolo farmaco ma anche dall’appropriatezza di un percorso assistenziale complesso, che va dalla diagnosi precoce, alla corretta stadiazione, all’intervento chirurgico, all’analisi anatomo-patologica e molecolare, fino alla scelta appropriata delle terapie e al follow up – spiega Pierfranco Conte, Presidente della neonata Fondazione Periplo e Direttore Divisione di Oncologia Medica 2, Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova. Uno studio condotto dallo IOV ha quantificato i costi diretti (cioè per terapie e ospedalizzazione) della forma più comune di tumore del polmone, quella non a piccole cellule che rappresenta l’87% dei casi. Il costo medio è pari a 21.328 euro all’anno per paziente, con differenze in relazione agli stadi della malattia”. Nello stadio I è pari a 16.291 euro, a 19.530 nel II, 21.938 nel III, 22.175 nel IV e a 28.711 nei tumori di Pancoast, che interessano l’apice polmonare e le ultime radici del plesso brachiale. “Nelle fasi iniziali della malattia, le spese sono riconducibili soprattutto alla chirurgia, mentre in quelle più avanzate l’impatto economico deriva dalla radioterapia, dai trattamenti farmacologici e dalle cure palliative. Questa analisi è importante, perché vuole sensibilizzare i clinici sull’utilizzo appropriato delle risorse e indirizzare le Istituzioni nelle scelte sulla loro allocazione. Uno degli obiettivi di Fondazione Periplo è promuovere un diverso sistema di rimborsabilità delle prestazioni, che superi le singole voci di costo per considerare la presa in carico complessiva della patologia, che può essere misurata”.

Fondazione Periplo costituisce l’evoluzione di Periplo, associazione formata da clinici che svolgono un ruolo di riferimento nelle reti oncologiche regionali di appartenenza. Anche i progetti Re.Mi, promosso da Associazione Periplo, e MAP, sostenuto da Fondazione Periplo, si inseriscono nel tema dell’appropriatezza delle cure. “Re.Mi definisce i requisiti minimi del percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (PDTA) dei carcinomi della mammella e del polmone – afferma Valentina Guarneri, Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università di Padova. Lo scopo è condividere e uniformare a livello nazionale i requisiti minimi perché il PDTA in queste patologie possa ritenersi adeguato. Ad oggi, infatti, solo alcune Regioni hanno definito PDTA corredati da specifici indicatori. Particolare attenzione è rivolta al rispetto dei tempi. Ad esempio, nel tumore della mammella, l’esito dell’analisi anatomo-patologica deve essere disponibile entro 20 giorni dalla esecuzione della procedura. Dopo la conferma istologica, il caso viene discusso in ambito multidisciplinare, dove è indicata la strategia terapeutica. Il ‘core team’ imprescindibile del gruppo multidisciplinare è costituito dal chirurgo senologo, radiologo, patologo, oncologo medico, radioterapista e case manager. Per la paziente avviata al percorso chirurgico, l’intervento deve essere eseguito entro 30 giorni da quando è posta l’indicazione. E la terapia medica adiuvante, cioè successiva alla chirurgia, va iniziata entro 8 settimane dall’intervento. Sappiamo infatti che il ritardo può compromettere l’efficacia della migliore terapia mirata”. “Come le Breast Unit per la neoplasia della mammella – sottolinea Conte, anche per il tumore del polmone servono le ‘Lung Unit’, cioè strutture organizzative basate su équipe multidisciplinari costituite da figure professionali specializzate, in grado di assicurare al paziente il miglior percorso di cura: chirurgo toracico, oncologo medico, radioterapista oncologo, pneumologo e radiologo. L’esito della diagnosi anatomo-patologica deve essere disponibile entro 10 giorni e l’intervento va eseguito entro 30”.