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mCRPC: confermati in real life i dati del trial ALSYMPCA

By 29 Aprile 2019Maggio 12th, 2021No Comments
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Confermato anche nel setting real life il beneficio in overall survival (OS) evidenziato nel braccio di trattamento con radio-223 dicloruro dello studio registrativo di Fase III ALSYMPCA. Il radiofarmaco migliora quindi la sopravvivenza globale anche in pazienti della pratica clinica, che presentano caratteristiche diverse da quelli inclusi negli studi registrativi. I dati di diversi studi real life sul radiofarmaco sono stati presentati in occasione dell’11° Simposio internazionale sulla Targeted Alpha Therapy (TAT 11) che si è svolto recentemente a Ottawa, in Canada.

In particolare, uno studio di pratica clinica retrospettivo condotto negli USA con radio-223 ha avuto come risultato un’estensione di 21,2 mesi della sopravvivenza globale mediana dei pazienti affetti da carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) con metastasi ossee. Inoltre, i dati di pratica clinica raccolti nel registro prospettico ROTOR, comprendente 300 pazienti olandesi, dimostrano che i pazienti trattati con radio-223 presentano un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) con un profilo di sicurezza favorevole, simile a quello già osservato nello studio ALSYMPCA. Ulteriori dati del registro ROTOR dimostrano come il trattamento con radio-223 mantenga invariata la qualità di vita e stabile il livello di dolore nei pazienti affetti da mCRPC con metastasi ossee. Un altro registro che ha analizzato i regimi di trattamento e i dati di sopravvivenza di oltre 2.500 pazienti con mCRPC sottoposti a terapia antitumorale negli USA ha evidenziato che circa il 50% dei pazienti non ha ricevuto una successiva terapia per il prolungamento della sopravvivenza.

“Questi dati real life sulla sopravvivenza confermano l’esperienza clinica pregressa e consolidano i dati sul profilo di sicurezza e sui benefici clinici di radio-223 nella pratica clinica”, ha dichiarato Daniel George della Duke University School of Medicine e Direttore del reparto di Oncologia genitourinaria al Duke Cancer Institute di Durham. “Studi come questi sono molto utili per supportare decisioni terapeutiche consapevoli e rassicurare ulteriormente i medici che l’utilizzo di radio-223 in pazienti affetti da mCRPC con metastasi ossee ne prolunga la vita, preservandone al tempo stesso la qualità”.