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Marker “inclusionari” e marker “esclusionari”

By 22 Ottobre 2019Maggio 14th, 2021No Comments
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I marker oncologici “inclusionari” – cioè le “vulnerabilità” molecolari che supportano l’utilizzo di un trattamento che in assenza di queste caratteristiche non potrebbe essere preso in considerazione – sono quelli più diffusi e forse più ambiti da parte dei ricercatori. Ma non vanno sottovalutati d’altra parte i marker “esclusionari”, ovvero le mutazioni o le amplificazioni genetiche che bloccano l’azione di un trattamento standard o che pareva adatto al paziente. Leonard B. Saltz, Executive Director for Clinical Value & Sustainability – Head, Colorectal Oncology Section al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ha dedicato al tema un editoriale pubblicato da “The Lancet Oncology”.

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Scrive Saltz: “La mutazione RAS nel tumore colorettale è un ottimo esempio di marker esclusionario, perché la presenza di una mutazione di RAS esclude la possibilità di beneficiare dal trattamento con anticorpi monoclonali anti-EGFR che eprciò va assolutamente evitato per risparmiare al paziente inutili tossicità e false speranze, oltre che inutili spese al sistema sanitario”.

David Frati

Saltz LB. Precision oncology giveth and precision oncology taketh away. The Lancet Oncology 2019;20(4):464-466 DOI:https://doi.org/10.1016/S1470-2045(19)30095-6