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CommuniCare – Comunicare l’Oncologia in uno scenario in continua evoluzione

A cura di David Frati By 23 Novembre 2021No Comments
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L’evento “CommuniCare – Comunicare l’Oncologia in uno scenario in continua evoluzione”, svoltosi il 5 novembre a Milano e organizzato da Alberto Sobrero, è nato come un momento di riflessione a più voci, partita dallo scenario attuale per arrivare a delineare soluzioni capaci di offrire ai pazienti, ma anche alla popolazione generale, risposte adeguate e strumenti concreti per orientarsi in modo consapevole in uno scenario così complesso.

Si legge sul programma di CommuniCare: L’oncologia è sempre stata in costante evoluzione, ma negli ultimi 4-5 anni è in atto una vera e propria rivoluzione. Infatti, fino a 4-5 anni fa, da un lato c’erano i pazienti con malattia limitata quindi guaribili, dall’altro i pazienti con malattia disseminata, inguaribili. Oggi non è più bianco o nero; grazie ai nuovi farmaci c’è un limbo tra le due categorie, fatto da quei malati che, pur avendo malattia diffusa, possono ancora guarire. Una vera e propria rivoluzione, tanto più importante perché non riguarda generiche conoscenze scientifiche, ma riguarda i malati e la loro possibilità di guarire, un verbo non usabile finora. Forse non siamo ancora riusciti a metabolizzare e a raccontare del tutto questa rivoluzione che ha un’importante conseguenza sul rapporto medico-paziente. Infatti, se il messaggio da trasmettere è troppo “pesante”, la difficoltà del medico a dare cattive notizie si unisce ai naturali meccanismi di difesa del malato ostacolando il desiderio e la propensione a capire e condividere decisioni. Quando invece il medico può dare speranza, le spiegazioni diventano più facili e il paziente vuole e può avere un certo controllo sulle decisioni, processo da cui nasce il patient empowerment. Sempre più pazienti, ad oggi, ricorrono al web “inseguendo l’empowerment”, correndo a volte il rischio di imbattersi in «fake news» o in dati non accurati. Diventa quindi importante ripensare il complesso rapporto tra oncologia e comunicazione, in un percorso condiviso tra i principali responsabili del corretto funzionamento di questa relazione: medici, associazioni pazienti, giornalisti e istituzioni.

La comunicazione tra oncologo e paziente è una realtà complessa e non sempre governata adeguatamente. Cosa si può fare di meglio? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Sobrero (Direttore Oncologia Medica 1 – Policlinico San Martino IRCCS per l’Oncologia, Genova).

Domenica “Ketta” Lorusso (Professore Associato Ostetricia e Ginecologia, Responsabile ricerca clinica – Policlinico Universitario Gemelli IRCCS, Roma) ha sottolineato l’importanza della parola nella relazione tra medico e paziente.

Ad Andrea Ardizzoni (Direttore UOC Oncologia Medica – Policlinico S.Orsola-Malpighi, Bologna), al quale abbiamo chiesto come bilanciare speranza e correttezza quando si dà ad un paziente una diagnosi di tumore del polmone che – nonostante i tanti avanzamenti della ricerca – è sempre una notizia spaventosa.

Giuseppe Procopio (Responsabile SS Oncologia medica genitourinaria – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milano) ci ha spiegato invece che differenze ci sono tra informazione e comunicazione e come deve cambiare il rapporto con il paziente.

A Nicoletta Cerana (Presidente ACTO onlus – Alleanza Contro il Tumore Ovarico) abbiamo chiesto quali differenze ci sono tra comunicazione e informazione del paziente
oncologico.

Infine di nuovo Alberto Sobrero (Direttore Oncologia Medica 1 – Policlinico San Martino IRCCS per l’Oncologia, Genova), a conclusione dell’evento, ci ha spiegato cosa è Youtumor, il progetto di comunicazione sui tumori da lui ideato.