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Ancora dubbi sullo screening per il carcinoma ovarico

By 28 Febbraio 2018Maggio 18th, 2021No Comments
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Ancora una volta, le evidenze non supportano l’adozione di misure di screening nell’ambito del carcinoma ovarico. Di recente, sono stati pubblicati sul JAMA i risultati di una revisione della United States Preventive Services Task Force (USPSTF) finalizzata a fornire un aggiornamento delle indicazioni attualmente in vigore (1). Come nel 2012, è emerso che, per le donne asintomatiche o non caratterizzate da una predisposizione familiare, lo screening per questa patologia è sconsigliato.

L’USPSTF ha analizzato le evidenze riguardanti danni e benefici associati allo screening del carcinoma ovarico in queste categorie di pazienti, prendendo in considerazione mortalità, qualità della vita, tasso di falsi positivi, interventi chirurgici e relative complicazioni, e sequele psicologiche. Dall’analisi dei dati è emerso che questa procedura non si associa, nelle donne asintomatiche o che non presentano un particolare rischio familiare, a una riduzione della mortalità. Al contrario, i danni potenziali sono moderati e in, alcuni casi, sostanziali. Di conseguenza, la revisione dell’USPSTF impone di sconsigliare alle donne appartenenti a queste categorie di sottoporsi allo screening. “Le ragioni che supportano la nostra posizione – ha dichiarato Maureen Phipps della Brown University di Providence, tra i membri del gruppo di esperti che ha firmato il documento – sono principalmente due: una è che, purtroppo, gli odierni test di screening non sono efficaci nell’identificare correttamente una donna con una neoplasia ovarica. Il secondo motivo, invece, discende dal primo: lo screening delle donne asintomatiche non riduce il numero di decessi, e può portare a interventi chirurgici non necessari”.

“Speriamo in futuro di poter modificare questo documento – ha commentato David Grossman, presidente dell’USPSTF – quando si saranno sviluppati test di screening migliori per questa patologia”. Nel frattempo, in attesa di identificare nuove strategie utili a realizzare diagnosi precoci, è fondamentale sviluppare interventi complementari. “Sarà necessario includere modelli di rischio accurati, test genetici e nuove metodiche di prevenzione e diagnosi precoce – ha concluso Karen Lu dell’MD Anderson Cancer Center di Houston, autore di un editoriale di commento sul JAMA, – solo in questo modo sarà possibile ridurre l’incidenza e la mortalità del carcinoma ovarico”(2).

Fabio Ambrosino

▼ 1. US Preventive Services Task Force. Screening for Ovarian Cancer: US Preventive Services Task Force Recommendation Statement. JAMA 2018; 319(6): 588 – 594.
2. Lu K. Screening for Ovarian Cancer in Asymptomatic Women. JAMA 2018; 319(6): 557 – 558.