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Adroterapia, quali evidenze cliniche?

By 15 Gennaio 2020Maggio 12th, 2021No Comments
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Nonostante il numero crescente di centri di adroterapia e di studi clinici pubblicati, vi è una persistente incertezza sul beneficio clinico aggiunto dei trattamenti con adroterapia rispetto alla radioterapia convenzionale, e la ricerca clinica attualmente in corso potrebbe non contribuire a risolvere questa incertezza. Una overview sui report HTA e sugli studi ongoing pubblicata dalla rivista Recenti Progressi in Medicina prova a fare chiarezza.

Leggi e scarica l’articolo di Recenti Progressi in Medicina

Vi è un crescente interesse nell’utilizzo della terapia protonica (TP) e della terapia con ioni di carbonio (CIRT), particolari forme di adrotepia. Entrambe non sono tecnologie di recente introduzione e negli ultimi anni sono state oggetto di valutazione da parte di diverse agenzie di Health Technology Assessment (HTA). Il principale potenziale beneficio di TP e CIRT risiede nella riduzione della tossicità rispetto alla radioterapia convenzionale e risulterebbe in minori effetti collaterali e minore rischio di tumori secondari. Un tale vantaggio sarebbe particolarmente rilevante per i pazienti pediatrici e i giovani adulti. Vi è un considerevole aumento di centri di adroterapia in tutto il mondo, ma le prove a supporto della superiorità di questi trattamenti rispetto alla terapia con fotoni sono generalmente considerate a oggi insufficienti. L’analisi firmata da Tom Jefferson della Oxford University, Giulio Formoso, Francesco Venturelli, Massimo Vicentini e Luciana Ballini della Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia ed Emilio Chiarolla dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC) ha lo scopo di presentare lo stato dell’arte della ricerca clinica condotta su TP e CIRT, attraverso la sintesi dei risultati dei più recenti rapporti di HTA e la descrizione degli studi clinici attualmente in corso.