Zidesamtinib: attività duratura nei pazienti NSCLC ROS1-positivo pretrattati con TKI

A cura di Luciano De Fiore By 8 Settembre 2025No Comments
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All’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC) 2025 World Conference on Lung Cancer di Barcellona sono stati presentati i risultati dello studio globale di fase 1/2 ARROS-1 che ha valutato zidesamtinib, un inibitore tirosin-chinasico di nuova generazione, altamente selettivo, capace di penetrare nel sistema nervoso centrale e con ridotta attività su TRK.

Il farmaco ha dimostrato risposte clinicamente significative e di lunga durata in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ROS1-positivo già trattati con altri TKI, compresi quelli con malattia cerebrale o con mutazione di resistenza ROS1 G2032R.

Nell’analisi cardine, che ha incluso 117 pazienti pretrattati con una mediana di due linee precedenti (il 93% esposto a lorlatinib, repotrectinib e/o taletrectinib), l’ORR è stato del 44%, con una durata di risposta a 12 mesi del 78%. Nei pazienti che avevano ricevuto solo crizotinib o entrectinib (n=55) l’ORR è salito al 51%, con una DOR a 12 mesi del 93%. Particolarmente rilevante l’attività intracranica, con un tasso di risposta del 83% e quattro risposte complete, senza progressioni a livello del SNC al momento del cut-off (marzo 2025). Sono stati riportati anche i dati preliminari in 35 pazienti naïve a TKI, con un ORR dell’89% e una DOR a 12 mesi del 96%, suggerendo un potenziale ruolo del farmaco anche in prima linea. Il profilo di sicurezza è risultato gestibile: gli eventi avversi più comuni sono stati edema periferico (36%), stipsi (17%), incremento della CPK (16%), astenia (16%) e dispnea (15%), con eventi di grado ≥3 poco frequenti. Riduzioni di dose si sono rese necessarie nel 10% dei pazienti, mentre le interruzioni definitive della terapia sono state solo il 2%.

Secondo il presenter, Alexander Drilon (Memorial Sloan Kettering Cancer Center), “la capacità del farmaco di mantenere il controllo di malattia in pazienti che avevano esaurito le opzioni disponibili è legata al suo design selettivo e in grado di attraversare la barriera emato-encefalica”. La novità di zidesamtinib sta dunque nella possibilità di superare alcune delle principali resistenze legate agli attuali TKI ROS1, compresa la mutazione G2032R, offrendo prospettive concrete di trattamento anche in presenza di metastasi cerebrali.

Abstract 4540: Pivotal ARROS-1 Efficacy and Safety Data: Zidesamtinib in TKI Pre-treated Patients with Advanced/Metastatic ROS1+ NSCLC.