Yoga e sopravvivenza oncologica: studio randomizzato mostra benefici su insonnia, ansia e fatigue

A cura di Luciano De Fiore By 21 Maggio 2026No Comments
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Lo yoga entra sempre più stabilmente nel dibattito oncologico non soltanto come pratica di benessere generale, ma come possibile intervento integrativo capace di incidere su alcuni dei sintomi più persistenti e difficili da trattare nella survivorship. Disturbi del sonno, fatigue, ansia e alterazioni dell’umore rappresentano infatti una delle eredità più frequenti dei trattamenti oncologici, spesso destinate a protrarsi per anni dopo la conclusione delle cure. Secondo uno studio randomizzato di prossima presentazione al congresso annuale ASCO 2026, un programma strutturato di yoga “dolce” potrebbe migliorare contemporaneamente più dimensioni del benessere psicofisico nei sopravviventi, riducendo in particolare l’insonnia senza ricorrere a ulteriori trattamenti farmacologici.

“Questo ampio studio randomizzato mostra che uno yoga strutturato può contribuire ad alleviare alcuni dei problemi più frequentemente riportati e più difficili da trattare nella survivorship oncologica, portando a una riduzione dell’insonnia”, ha commentato Fumiko Chino, oncologa radioterapista del MD Anderson Cancer Center ed esperta ASCO di sopravvivenza. “È un risultato importante perché offre ai pazienti oncologici, che spesso assumono già numerosi farmaci, una soluzione non farmacologica capace di agire contemporaneamente su quattro differenti effetti collaterali”. Lo studio ha valutato l’intervento denominato Yoga for Cancer Survivors (YOCAS), un programma di quattro settimane basato su posizioni di hatha yoga dolce e restorative yoga, esercizi respiratori e tecniche di mindfulness. L’intervento prevedeva due sessioni guidate settimanali di 75 minuti, oltre a una pratica domiciliare di almeno 30 minuti alla settimana. Sia l’hatha yoga sia il restorative yoga utilizzati nello studio si basano su movimenti lenti, posture mantenute e uso di supporti, con particolare attenzione alla respirazione, al rilassamento e alla consapevolezza corporea. “Non esiste attualmente un gold standard comportamentale unico per trattare alterazioni dell’umore, ansia, fatigue e insonnia nei survivors oncologici”, ha spiegato l’autore principale dello studio, Yuri Choi. “Dimostrare che l’intervento YOCAS migliora simultaneamente tutti questi sintomi aiuta a colmare una lacuna importante”.

Lo studio ha coinvolto 410 pazienti oncologici senza malattia metastatica e che non avevano praticato yoga nei tre mesi precedenti. L’età media era di 54 anni; quasi tutti i partecipanti erano donne bianche e circa tre quarti erano sopravvissute a un tumore della mammella.
Duecentoquattro partecipanti sono stati assegnati alle cure standard di survivorship — follow-up clinico, monitoraggio degli effetti collaterali ed eventuali terapie di mantenimento — mentre 206 hanno ricevuto, oltre alle cure standard, il programma YOCAS. I partecipanti del gruppo yoga hanno praticato mediamente almeno tre sessioni settimanali, per circa 180 minuti complessivi a settimana. Per valutare gli effetti dell’intervento, i ricercatori hanno utilizzato il questionario POMS (Profile of Mood States) per l’analisi dell’umore e l’Insomnia Severity Index per la valutazione dei disturbi del sonno.

Rispetto al gruppo trattato con la sola assistenza standard, i partecipanti del gruppo YOCAS hanno mostrato una riduzione significativa dell’alterazione globale dell’umore, con un miglioramento di 5,08 punti nel punteggio totale del POMS, corrispondente a un effetto moderato-elevato dello yoga. Anche l’ansia è risultata inferiore nel gruppo yoga, con una riduzione di 0,72 punti nella sottoscala dedicata del POMS, mentre la fatigue si è ridotta di 1,49 punti, con un effetto considerato moderato-importante. Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il rapporto tra miglioramento emotivo e qualità del sonno. Secondo l’analisi degli autori, circa un quarto dei benefici osservati sull’insonnia sarebbe mediato proprio dalla riduzione dell’alterazione dell’umore; un risultato analogo è emerso anche per la fatigue, che spiegherebbe circa il 25% del miglioramento del sonno.

In altre parole, lo yoga sembrerebbe agire sull’insonnia non solo direttamente, attraverso il rilassamento corporeo e la regolazione respiratoria, ma anche indirettamente, riducendo stanchezza e tensione psicologica. L’interesse verso interventi integrativi non farmacologici nella survivorship oncologica è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, anche per la necessità di limitare la cosiddetta “polypharmacy” nei pazienti che convivono a lungo con gli esiti delle cure. Disturbi del sonno, fatigue cronica e ansia vengono infatti spesso trattati con sedativi, antidepressivi o ansiolitici, con il rischio di effetti collaterali aggiuntivi e interazioni farmacologiche. I ricercatori stanno ora lavorando allo sviluppo di versioni digitali del programma YOCAS, incluse una piattaforma online e una app, oltre a un adattamento specifico per adolescenti e giovani adulti sopravvissuti a un tumore. Lo studio è stato finanziato dal National Cancer Institute.

Fonte: J Clin Oncol 44, 2026 (suppl 16; abstr 12004)