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XXV Congresso Nazionale CIPOMO: torniamo agli screening

By 21 Maggio 2021Giugno 1st, 2021No Comments
Congressi

La pandemia da Covid-19 ha indotto troppe persone a posticipare appuntamenti e controlli oncologici già programmati per la paura del contagio in ospedale e per difficoltà obiettive. Dal XXV Congresso Nazionale del Collegio Italiano dei Primari Oncologici Medici Ospedalieri (CIPOMO) arriva un appello deciso degli specialisti: uno screening oncologico, in fase precoce, può salvare la vita. CIPOMO raccomanda alla popolazione di tornare a sottoporsi ai controlli di prevenzione oncologica presso strutture ospedaliere e centri che, grazie a tutte le misure intraprese in questi mesi, garantiscono in ogni caso i massimi livelli di sicurezza.

Fin dalle prime fasi della pandemia, gli specialisti del CIPOMO hanno assicurato ai pazienti oncologici la continuità assistenziale e terapeutica grazie all’applicazione tempestiva di modalità organizzative che hanno consentito la riduzione degli accessi negli ospedali, la riprogrammazione dei trattamenti e, quando possibile, la domiciliazione delle cure, con la visita del medico e del personale sanitario a casa dell’assistito. Ciò nondimeno, un recente studio ha stimato una riduzione significativa degli screening, con un possibile ritardo diagnostico per lesioni tumorali pari a 3.324 carcinomi mammari, 2.782 lesioni CIN2+ della cervice uterina, 1.300 carcinomi colorettali e oltre 7.400 adenomi avanzati del colon retto.

«Prima della pandemia – nota con una punta di preoccupazione Livio Blasi, Presidente CIPOMO – avevamo raggiunto risultati straordinari grazie agli screening, al punto che si prevedeva un calo notevole delle diagnosi di alcuni tumori, come ad esempio quello del colon retto o quello della mammella. Con i ritardi accumulati in questi mesi, stiamo vanificando parte del grande impegno profuso a tutti i livelli per diffondere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. Dopo aver contribuito alla gestione dell’emergenza della prima fase, noi medici abbiamo mantenuto la prima linea per garantire l’accesso ai centri in sicurezza e lo svolgimento regolare degli screening, applicando le linee guida e i protocolli nazionali e internazionali. Ribadiamo quindi l’assoluta priorità per tutti i cittadini di superare il timore e tornare a sottoporsi ai controlli, ricordando con forza quanto il tempo in una diagnosi di cancro può fare realmente la differenza».

Nel corso della tre giorni congressuale di Bologna viene posto al centro il tema dell’innovazione tecnologica che, a causa dell’attuale pandemia, ha subito una forte accelerazione, facendo emergere la necessità di intraprendere una riflessione comune a tutti gli stakeholder su problemi, punti di forza e punti di debolezza del nuovo scenario che si prospetta, soprattutto grazie all’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da parte del Governo. Se da un lato la tecnologia sta offrendo un contributo alla presa in carico del paziente oncologico, sarà comunque fondamentale anche ripensare l’organizzazione territoriale della cura, come sottolinea Luigi Cavanna: «CIPOMO sta anche lavorando affinché l’oncologia medica ospedaliera riesca sempre di più ad intercettare i nuovi bisogni dei pazienti oncologici, anzi ad anticiparli in termini di risposta. Per questo si cercherà di sviluppare oltre all’assistenza ospedaliera anche quella sul territorio, da parte degli oncologi medici che potranno prestare la loro attività in strutture periferiche o in altre realtà che si stanno ora sviluppando, come ad esempio le Case della Salute. Questo ci consentirà di essere più vicino ai nostri assistiti e alle loro famiglie, riprendendo quanto imparato durante la prima fase della pandemia e rispondendo concretamente alle necessità di vicinanza e continuità assistenziale dei pazienti».