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Una maggiore spesa sociale è associata a una migliore OS per i pazienti oncologici neri non ispanici

A cura di Luciano De Fiore By 27 Maggio 2022Maggio 30th, 2022No Comments
Congressi

Che le differenze sociali siano un determinante della salute non lo si sa da ieri. Così come che lo status socio-economico e abitativo della popolazione possa anche riflettersi sulla sua aspettativa di vita: la sanità, anche in Italia, funziona meglio per le persone più colte e abbienti; reddito e titolo di studio fanno la differenza tra quanto si muore e tra quanto ci si cura, come dimostrano anche Carlo Saitto e Lionello Cosentino in un recentissimo libro (La sanità non è sempre salute, Il Pensiero Scientifico 2022).

Secondo una nuova ricerca, presentata all’ASCO in questi giorni, quegli Stati che negli USA hanno aumentato del 10% gli investimenti nei servizi sociali – compresi Medicaid e altri servizi sociali per gli individui svantaggiati dal punto di vista socioeconomico – hanno registrato un miglioramento della sopravvivenza globale a cinque anni per gli adulti neri non ispanici affetti da cancro, rispetto agli Stati che non li hanno aumentati. Nei territori dove la spesa sociale è cresciuta, si è registrata anche una diminuzione delle disparità razziali nella sopravvivenza tra i pazienti oncologici bianchi e neri non ispanici.

Sulla base delle informazioni sanitarie e demografiche di quasi tre milioni di adulti statunitensi affetti da cancro, la crescita della spesa per i servizi sociali è associato a un aumento della OS a cinque anni tra i pazienti neri non ispanici. In partenza, la sopravvivenza globale a cinque anni risultava inferiore del 10,8% nei pazienti neri non ispanici rispetto a quelli bianchi non ispanici, considerando tutti i tipi di tumore.

Per ogni aumento del 10% della spesa, la disparità nella sopravvivenza globale a cinque anni nei pazienti neri non ispanici rispetto a quelli bianchi non ispanici si è ridotta del 4,55%. In particolare, per i pazienti oncologici l’aumento della spesa pubblica per l’assistenza sociale è associata a una riduzione della disparità della sopravvivenza globale a cinque anni tra i neri e i bianchi non ispanici. Il vantaggio di sopravvivenza non è identico per tutti i tipi di tumore: il vantaggio maggiore lo si riscontra nei tumori dell’utero (14,1%) e della cervice (11,9%), ma è notevole anche quello dei testa-collo (9,41%) e dell’ovaio (8,95%).

Secondo Justin Michael Barnes, primo autore dello studio (Dipartimento di radio-oncologia, Washington University School of Medicine, St. Louis), «è dimostrato così che la spesa degli Stati per vari servizi sociali può mitigare il razzismo strutturale condizionando, almeno in parte, i determinanti sociali della salute, come la stabilità finanziaria, l’istruzione, il luogo di residenza e lo stato assicurativo; tale spesa è stata anche associata a una diminuzione delle disparità razziali ed etniche, con conseguenti risultati che finora non erano noti in termini di sopravvivenza globale per i pazienti oncologici».

Fonte: ASCO22 abstract 6509