Skip to main content

Tumore mammella: dal TAILORx chiarezza su chemioterapia e ormonoterapia

By 3 Giugno 2018Maggio 12th, 2021No Comments
CongressiTemi

L’analisi su 21 geni presenti nel tessuto tumorale aiuta a guidare le decisioni cliniche verso trattamenti sempre più personalizzati. Sono i risultati che emergono dal Trial Assigning IndividuaLized Options for TReatment (TAILORx) presentato nella sessione plenaria dell’ASCO come uno quattro studi ritenuti potenzialmente in grado di influire sulla cura del paziente, tra gli oltre 5.800 abstract presentati a Chicago in occasione della riunione annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) del 2018.

TAILORx è il più grande trial sul trattamento del carcinoma mammario mai condotto, e il primo di medicina di precisione mai fatto che ha messo a confronto la combinazione di chemioterapia e ormonoterapia con la sola terapia ormonale in pazienti con carcinoma mammario allo stadio iniziale positivo ai recettori ormonali, HER2 negativo, negativo al recettore ascellare e la prognosi intermedia data dal punteggio di recidiva basato sull’analisi di 21 geni tumorali. I risultati di questo studio clinico di fase III mostrano come la maggior parte delle donne con carcinoma mammario allo stadio iniziale positivo ai recettori ormonali, HER2 negativo, negativo al recettore ascellare e con un medio punteggio su un test di espressione genica di 21 geni tumorali (Oncotype DX® Breast Recurrence Score) non abbia bisogno di chemioterapia dopo l’intervento chirurgico.

La ricerca ha arruolato 10.273 donne con carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali, HER2 negativo e negativo al recettore ascellare, ovvero il tipo di tumore della mammella più comune. Di queste, 6.711 presentavano un punteggio di recidiva medio di 11-25 e sono state assegnate in modo casuale a ricevere terapia ormonale da sola o terapia ormonale e chemioterapia. L’endpoint primario dello studio è stata la sopravvivenza libera da progressione di malattia, un secondo tumore primario nel seno opposto o localizzato in altri organi o la morte per qualsiasi causa. A un follow-up mediano di 7,5 anni, rispetto all’endpoint primario è emerso che la terapia ormonale da sola è non inferiore a chemioterapia e terapia ormonale in donne con un punteggio di recidiva di 11-25. A 9 anni i punteggi erano simili nei due bracci dello studio per la sopravvivenza libera da progressione di malattia (83,3% vs. 84,3%), per la recidiva a distanza (94.5% vs. 95.0%) e per la sopravvivenza generale (93.9% vs. 93.8%). Dati che indicano chiaramente che in molti casi non c’è alcun beneficio nell’aggiungere la chemioterapia alla terapia ormonale.

“Questi dati forniscono rassicurazioni a medici e pazienti sul fatto che possono utilizzare le informazioni genomiche per prendere decisioni terapeutiche migliori in donne con carcinoma mammario allo stadio iniziale”, ha dichiarato Harold Burstein, esperto dell’ASCO. “In pratica, questo significa che migliaia di donne potranno evitare la chemioterapia, con tutti i suoi effetti collaterali, pur ottenendo eccellenti risultati a lungo termine”.

“Prima del TAILORx, c’era incertezza sul miglior trattamento per le donne con un punteggio medio di recidiva di 11-25 ottenuto tramite l’Oncotype DX”, ha affermato Sparano. Sulla base delle evidenze provenienti da diversi studi precedenti, il dosaggio dell’espressione di 21 geni è ampiamente utilizzato per fornire informazioni prognostiche sul rischio di recidiva del cancro al seno entro 10 anni e per predire quali pazienti hanno maggiori probabilità di trarre un beneficio significativo dalla chemioterapia. Il test viene eseguito su un campione di biopsia tumorale. Le donne con un punteggio basso (0-10) di solito ricevono solo la terapia ormonale e quelle con un punteggio elevato (26-100) ricevono la terapia ormonale e la chemioterapia.

Stando al commento degli autori, i risultati di questo studio suggeriscono che la chemioterapia deve essere evitata in:
1. tutte le donne con più di 50 anni che presentano un tumore della mammella positivo ai recettori ormonali (HR), HER2 negativo, negativo al recettore ascellare e un punteggio di recidiva tra 0 e 25 (circa l’85% delle donne in questa fascia di età).
2. Tutte le donne di 50 anni o meno che presentano un tumore della mammella positivo ai recettori ormonali (HR), HER2 negativo, negativo al recettore ascellare e un punteggio di recidiva tra 0 e 15 (circa l’40% delle donne in questa fascia di età).

“La metà di tutti i carcinomi mammari sono positivi ai recettori ormonali, negativi all’HER2 e negativi ai linfonodi ascellari. Il nostro studio mostra che la chemioterapia può essere evitata in circa il 70% di queste donne quando il suo uso è guidato dal test, limitando la chemioterapia al 30% delle pazienti che possiamo prevedere ne trarrà beneficio”, ha dichiarato Joseph A. Sparano, autore principale dello studio e direttore associato per la ricerca clinica presso il Montefiore Einstein Center for Cancer Care di New York, e vicepresidente del ECOG-ACRIN Cancer Research Group.

Luciano De Fiore

▼ Sparano JA, Gray RJ, Wood WC. TAILORx: Phase III trial of chemoendocrine therapy versus endocrine therapy alone in hormone receptor-positive, HER2-negative, node-negative breast cancer and an intermediate prognosis 21-gene recurrence score. Abstract LBA1, ASCO 2018.