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Tumore dell’esofago, quali esiti con chirurgia mini-invasiva?

By 5 Settembre 2017Maggio 18th, 2021No Comments
Congressi
Old_streets_Madrid

I pazienti affetti da carcinoma dell’esofago vanno incontro a una prognosi migliore dopo un’esofagectomia ibrida mini-invasiva (HMIO), rispetto a un intervento realizzato con tecnica aperta (OO). Sono stati presentati a Madrid, al Congresso Annuale della European Society for Medical Oncology (ESMO,) i risultati dello studio MIRO, da cui è emerso che i trattamenti chirurgici per la rimozione dell’esofago realizzati in laparoscopia si associano a una ridotta morbilità post-operatoria.

Il trial clinico di fase III, caratterizzato da un follow-up a 48 mesi, ha preso in considerazione 207 pazienti con carcinoma resecabile del terzo medio o inferiore dell’esofago, provenienti da 13 centri differenti, randomizzati per ricevere un’HMIO o un’OO. A 30 giorni dall’intervento, il numero di morbilità post-operatorie è risultato significativamente inferiore nel gruppo sottoposto a intervento mini-invasivo rispetto ai pazienti sottoposti a esofagectomia con tecnica aperta (35.9% vs. 64.4%, odds ratio [OR] 0.31, 95%CI 0.18-0.55; p<0•001). Inoltre, dopo 3 anni di follow-up, nel gruppo HMIO sono risultate aumentate la sopravvivenza complessiva e la progressione libera da malattia, ma questi effetti non hanno raggiunto la significatività statistica (67.0% vs. 55%, p=0.05 e 57% vs. 48%, p=0.15). “In aggiunta alla riduzione del 69% della morbilità intra- e post-operatoria è emerso un trend positivo in termini di sopravvivenza, – ha commentato Guillaume Piessen, ricercatore dell’University Hospital C. Huriez di Lille che ha presentato i risultati – il che dimostra come la procedura mini-invasiva sia rilevante anche da un punto di vista oncologico”.

Ulrich Güller, oncologo del Kantonsspital St. Gallen in Switzerland, ha commentato in merito: “Si tratta di uno studio estremamente importante, oltre che ben disegnato e condotto. Dimostra che l’HMIO consiste in una tipologia di intervento che, oltre a ridurre le complicazioni post-operatorie, è in grado di agire sulla sopravvivenza. Questa procedura potrebbe diventare lo standard per il trattamento dei pazienti con carcinoma esofageo del terzo medio e inferiore”. Güller ha infine voluto ricordare Christophe Mariette, primo autore ed elemento cardine del trial MIRO, venuto tragicamente a mancare meno di un mese fa.

Fabio Ambrosino

▼ Guillaume Piessen. Hybrid Minimally Invasive vs. Open Esophagectomy for patients with Esophageal Cancer: Long-term outcomes of a multicentre, open-label, randomized phase III controlled trial, the MIRO trial. Abstract 615O_PR. ESMO 2017.