Skip to main content

Tumore dell’esofago: nuove prospettive con la chemioterapia

A cura di Luciano De Fiore By 2 Giugno 2024No Comments
Congressi

La chemioterapia, prima e dopo intervento chirurgico, si propone come nuovo trattamento standard per alcuni pazienti con cancro esofageo. Fino a oggi, non era chiaro se il miglior trattamento del tumore esofageo localmente avanzato e resecabile consistesse nel somministrare tutta la terapia adiuvante prima dell’intervento chirurgico oppure somministrarla “a sandwich”, cioè prima e dopo l’intervento. I risultati del trial clinico randomizzato europeo ESOPEC, presentato in plenaria, risponde a questa domanda, almeno per pazienti simili a quelli arruolati nello studio: la chemioterapia preoperatoria e postoperatoria fornisce risultati migliori.

Il trial ha confrontato due strategie di trattamento per l’adenocarcinoma esofageo localmente avanzato trattabile con chirurgia. Il protocollo CROSS prevede il trattamento con chemioradioterapia prima dell’intervento chirurgico. Il protocollo FLOT prevede il trattamento con chemioterapia prima e dopo l’intervento chirurgico. Un totale di 221 partecipanti sono stati randomizzati nel braccio del protocollo FLOT e 217 partecipanti sono stati randomizzati nel braccio del protocollo CROSS. L’età mediana dei partecipanti allo studio era di 63 anni e l’89% dei partecipanti erano uomini. Circa il 70% delle diagnosi di cancro esofageo riguarda gli uomini.

Di tutti i partecipanti allo studio, 403 avevano iniziato qualche forma di trattamento e 371 sono stati sottoposti a intervento chirurgico (191 nel braccio FLOT e 180 nel braccio CROSS). Nei 90 giorni successivi all’intervento, il 4,3% dei partecipanti è deceduto (3,2% nel braccio FLOT e 5,6% nel braccio CROSS), e dopo un follow-up mediano di 55 mesi, erano morti 218 partecipanti (97 nel braccio FLOT e 121 nel braccio CROSS). La sopravvivenza globale mediana è stata di 66 mesi (5 anni e 6 mesi) nel braccio FLOT e di 37 mesi (3 anni e 1 mese) nel braccio CROSS. A 3 anni, per i partecipanti che hanno ricevuto il FLOT si è registrato un rischio di morte inferiore del 30% rispetto a quelli che avevano ricevuto il CROSS. I tassi di sopravvivenza globale a 3 anni erano del 57% per il braccio FLOT e del 51% per il braccio CROSS. Dei 359 partecipanti di cui era noto lo stato di regressione tumorale, una risposta patologica completa è stata raggiunta in 35 pazienti nel braccio FLOT e in 24 nel braccio CROSS.

«Molti pazienti negli Stati Uniti e in Europa vengono ancora trattati con il protocollo di radiochemioterapia CROSS», ha dichiarato Jens Hoeppner (University of Bielefeld, Detmold, Germania), primo autore. «Il nostro studio mostra che i pazienti con cancro esofageo resecabile dovrebbero ricevere la chemioterapia FLOT prima e dopo l’operazione per ottimizzare le possibilità di curare i loro tumori a lungo termine».

A detta di Julie Gralow (ASCO’s chief medical officer), «è chiaro, grazie a questo studio randomizzato di fase 3 con la sopravvivenza globale come endpoint, che la chemioterapia a sandwich senza radioterapia ha portato a una sopravvivenza globale superiore in questa popolazione di pazienti con adenocarcinoma dell’esofago. Dovrebbe avere un impatto sulle linee guida di trattamento degli Stati Uniti e anche sulle linee guida internazionali. E penso che discuteremo ancora sulla sicurezza dell’omissione della radioterapia. Certamente, in questo studio sono stati utilizzati diversi regimi chemioterapici. E quindi la domanda che mi pongo è: aggiungendo la radioterapia, si otterrebbe un beneficio ancora maggiore dall’approccio a sandwich oppure no?”»