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Tumore della mammella HR+/HER2-, nuovi dati a favore degli inibitori di CDK4/6

By 29 Settembre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
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Nuove evidenze mostrano che i trattamenti basati sull’impiego di inibitori di CDK4/6 in aggiunta a fulvestrant migliorano la sopravvivenza complessiva delle pazienti con carcinoma della mammella avanzato HR+/HER2-. È quanto emerge dai risultati di due trial – MONALEESA-3 e il MONARCH 2 – presentati al Congresso dell’European Society for Medical Oncology in corso a Barcellona.

Lo studio MONALEESA-3 ha indagato l’efficacia di un trattamento con ribociclib e fulvestrant in prima e seconda linea, prendendo in considerazione solo pazienti in post-menopausa (1). I risultati hanno messo in evidenza come questo protocollo terapeutico sia in grado, rispetto a uno basato solo sulla somministrazione di fulvestrant, di aumentare significativamente la sopravvivenza complessiva in questa popolazione, sia in prima che in seconda linea, con una riduzione del 28% del rischio di morte (OS mediana non raggiunta vs 40,0 mesi; HR = 0,724; IC 95%: 0,568-0,924; p = 0,00455). Inoltre, il trattamento è risultato efficace sia nelle pazienti non sottoposte in precedenza a una terapia ormonale che in quelle in cui in questo approccio era risultato fallimentare. In prima linea di trattamento è stata raggiunto anche l’endpoint della sopravvivenza libera da progressione, con una PFS mediana di 33,6 mesi per ribociclib in combinazione con fulvestrant, rispetto a 19,2 mesi nel braccio placebo (HR = 0,546; IC 95%: 0,415-0,718). Inoltre, la necessità di utilizzare la chemioterapia è stata ritardata in tutte le pazienti trattate con ribociclib e fulvestrant (HR = 0,696; IC 95%: 0,551-0,879).

“I dati mostrano chiaramente che se le donne in post-menopausa ricevono un inibitore di CDK4/6 vanno incontro a un beneficio clinico significativo – ha sottolineato Dennis Slamon dell’University of California, tra gli autori della ricerca – e non solo per quanto riguarda la sopravvivenza libera da progressione, i cui dati relativi erano già stati pubblicati, ma anche in termini di sopravvivenza complessiva che è l’endpoint più complicato da raggiungere”.

Il trial MONARCH 2 ha invece preso in considerazione un protocollo terapeutico basato sull’impiego di abemaciclib e fulvestrant per il trattamento delle pazienti con carcinoma della mammella HR+/HER2-, a prescindere dallo status menopausale, in seguito a fallimento della terapia ormonale (2). Anche in questo caso dai risultati è emerso un miglioramento della sopravvivenza complessiva associato al trattamento con l’inibitore del CDK4/6.

“Il take-home message di questo studio è che questi agenti allungano in modo significativo il periodo di tempo in cui le pazienti restano in remissione e migliorano la sopravvivenza”, ha commentato George Sledge della Stanford University School of Medicine, primo autore dello studio. “Quindi è ragionevole pensare a questi farmaci come lo standard di cura per le pazienti con tumore della mammella metastatico”.

Livia Costa

▼1. Slamon DJ, Neven P, Chia S, et al. Overall survival (OS) results of the phase III MONALEESaA-3 trial of postmenoausal patients (pts) with hormone receptor-positive (HR+), human epidermal growth factor 2-negative (HER2-) advanced breast cancer (ABC) treated with fulvestrant (FUL) + ribociclib. Abstract LBA7_PR, ESMO 2019.
2. Sledge GW, Toi M, Neven P, et al. MONARCH 2: OVerall survival of abemaciclib plus fulvestrant in patients with HR+, HER2- advanced breast cancer. Abstract LBA6_PR, ESMO 2019.