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Tumore della mammella con mutazione BRCA e gravidanza: dati rassicuranti

A cura di Redazione By 19 Gennaio 2024No Comments
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Diventare madri dopo una diagnosi di tumore della mammella con mutazioni dei geni BRCA si può ed è sicuro. È quanto emerge da uno studio pubblicato di recente sul JAMA e presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium 2023.

Lo studio, coordinato da Matteo Lambertini dell’Università di Genova, ha coinvolto diversi centri nel mondo, tra cui la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza. Sono stati analizzati i dati di 4.732 donne – età media, 35 anni – seguite in 78 centri nel mondo. Una su cinque ha concepito entro 10 anni dalla diagnosi di tumore, con un tempo medio dalla diagnosi al concepimento di 3 anni e mezzo. Non solo si è dimostrata la fattibilità e la sicurezza di una gravidanza (i tassi di complicazioni o di rischi di malformazioni del feto sono in linea con quelli della popolazione generale), ma anche che in queste pazienti non si è verificato un incremento della probabilità di ricomparsa del tumore.

In genere, la gravidanza dopo un tumore al seno è considerata sicura, ma i dati relativi alle portatrici di mutazione BRCA erano finora limitati. Le preoccupazioni sulla sicurezza materna e fetale del concepimento dopo un tumore della mammella riguardano soprattutto la presunta correlazione tra l’aumento degli ormoni in gravidanza e il rischio di recidiva del tumore. «I risultati di questo studio consentono invece di sfatare il mito che gli ormoni della gravidanza possano avere un impatto negativo sull’outcome oncologico di queste giovani donne», commenta Robert Fruscio dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, principal investigator per il centro monzese. «Possiamo finalmente fornire rassicurazioni sul fatto che, dopo un’adeguata cura del carcinoma della mammella e un appropriato periodo di osservazione, la gravidanza non dovrebbe più essere sconsigliata a queste donne».

Un approfondimento sui dati dello studio arriva anche da Matteo Lambertini (Professore Associato – Università di Genova, UO Oncologia Medica – Policlinico San Martino IRCCS per l’Oncologia), che abbiamo incontrato al San Antonio Breast Cancer Symposium 2023.

«Siamo molto soddisfatti di aver contribuito in maniera significativa a questo studio, che consente di fare un deciso passo avanti nella cura delle donne portatrici di mutazioni dei geni BRCA, e orgogliosi di essere diventati negli anni centro di riferimento per la prevenzione dei tumori ginecologici in donne con aumentato rischio genetico», aggiunge Fabio Landoni, direttore della Clinica di Ginecologia della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e professore di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. «Il lavoro appena pubblicato è uno splendido esempio di come la ricerca condotta in maniera rigorosa possa avere un impatto immediato e pratico sulla clinica».