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ASCO 2016: gemcitabina e capecitabina nel pancreas

By 4 Giugno 2016Aprile 7th, 2021No Comments
Dai congressi

I numeri del tumore del pancreas sono preoccupanti. L’incidenza è in aumento, così come il tasso di mortalità. I 338mila nuovi casi diagnosticati ogni anno a livello mondiale e le 331mila morti nel 2012 significano che il tumore del pancreas fa più vittime dei tumori del seno.

Un grande trial europeo randomizzato e multicentrico di Fase III (l’ESPAC-4) che ha arruolato 732 pazienti dimostra ora che l’aggiunta della chemioterapia orale con capecitabina in adiuvante alla gemcitabina allunga la sopravvivenza senza aumentare la tossicità della terapia.

Com’è noto, la chemio con gemcitabina costituisce lo standard attuale di trattamento dopo la resezione chirurgica. Purtroppo, sono pochi i pazienti con diagnosi di tumore al pancreas candidabili alla chirurgia, ma per costoro l’ESPAC-4 dimostra l’efficacia di due chemioterapie comuni. Nel braccio con la combinazione dei due farmaci la sopravvivenza mediana è stata di 28 mesi, contro i 25,5 del braccio con la sola gemcitabina. Se si tratta ancora di un vantaggio modesto, i tassi di sopravvivenza stimati a 5 anni sono però del 28,8% contro il 16,3%, il che comporta un miglioramento sostanziale nella sopravvivenza a lungo termine per questi pazienti. Oggi si apre quindi la prospettiva concreta di aggiungere altri trattamenti a questa combinazione per migliorare ulteriormente gli outcome.

Luciano De Fiore

Fonte: ASCO2016, Abstract LBA4006