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ASCO 2016: tossicità finanziaria delle terapie

By 4 Giugno 2016Maggio 12th, 2021No Comments
CongressiSpeciali

Il cancro è la malattia che pesa di più sulle finanze degli americani, dopo le cardiovascolari. E ancora non c’è un metodo valido, basato su dati clinici e statistici significativi, in grado di misurare la “tossicità finanziaria”, un fattore che peggiora la qualità della vita della persona malata.

“La tossicità finanziaria è un evento importante che può essere misurato con criteri oggettivi e dovrebbe essere incluso nella valutazione dei patient-centered outcome”, secondo Jonas de Souza (University of Chicago). “Dovrebbe esser considerata un effetto collaterale, alla stessa stregua di nausea o vomito… Non ci si sta davvero prendendo cura della sopravvivenza del paziente se non si calcola l’angoscia crescente causata dai costi dei trattamenti”.
Un effetto da tenere seriamente da conto, oltre ai costi dei farmaci, è anche il possibile fallimento lavorativo e sociale della persona malata, in via di guarigione o già guarita. Si dovrebbe poter misurare questa “perdita” proprio come la perdita di tono muscolare o dell’appetito. “Abbiamo scoperto che per la qualità della vita della persona malata la tossicità finanziaria ha un peso più importante della fatigue o del dolore stesso”, continua infatti de Souza.

Parlando di “effetti collaterali” delle terapie ci si dovrebbe riferire quindi anche all’impatto economico della malattia e delle sue cure sulla vita della persona malata, una sorta di malattia nella malattia che rischia di compromettere il trattamento, al punto di far perdere al paziente la possibilità di curarsi.
Più in generale, è noto che problemi di natura economica condizionano sempre più frequentemente la possibilità di accesso ai trattamenti oncologici: la tossicità finanziaria è diventata questione molto importante in numerosi Paesi, soprattutto negli Stati Uniti. L’empowerment della persona malata, al centro dell’attenzione all’ASCO 2016, può e deve essere indagato non solo in merito ai report clinici, ma anche rispetto al peso economico che il paziente si trova ad affrontare. Che la tossicità finanziaria non rimanga solo un malessere di cui si parla, si opina, ma diventi un dato misurabile è fondamentale così da poter trovare soluzioni sempre più efficaci.

Che impatto può avere questa problematica sulla sopravvivenza, sulle speranze di guarire, sulla qualità della vita durante la malattia?
Almeno due studi presentati all’ASCO 2016 cercano d’indagare questo punto.
Lo scopo del primo era descrivere le caratteristiche dei report individuali sulla tossicità finanziaria, identificare il tasso di costo e le ragioni di inadempienza calcolate sulla base degli outcome dei pazienti. Le persone malate prese in questione – dai 18 anni in su – identificate dalla “Health Registry/Cancer Survivorship Cohort”, un database che aiuta nella ricerca sulla sopravvivenza, hanno completato una survey a 90 giorni dalla diagnosi. La tossicità finanziaria è stata definita dal questionario sulla soddisfazione dei pazienti con una frase semplice ma efficace: “Devi pagare le cure mediche più di quanto ti possa permettere”. Una delle ragioni più forti di tossicità finanziaria riscontrata è la mancanza di una copertura assicurativa e quindi l’inabilità di affrontare le spese generali. Questo studio, però, ha identificato una serie di fattori sui quali si può potenzialmente intervenire: ulteriori ricerche cercheranno di sviluppare e valutare gli interventi adatti – da applicare a questi fattori – che da possibili, si spera, diventeranno necessari.

Sebbene la tossicità finanziaria sia un effetto collaterale sempre più riconosciuto, si conoscono poco i suoi effetti sui pazienti pediatrici, adolescenti, giovani adulti e sui loro caregiver che cercano sempre più spesso assistenza finanziaria. È di questo che tratta il secondo studio in questione, nel quale si è cercato di descrivere le cause dell’onere finanziario testando un largo numero di bambini, adolescenti e giovani adulti e famiglie che hanno presentato richiesta di supporto economico. Sono stati inclusi nell’analisi i pazienti – di età compresa da meno di un anno fino a 39 – che hanno ricevuto trattamenti attivi contro il cancro e hanno richiesto una concessione finanziaria alla “Family Reach Foundation” tra il 2010 e il 2015. Dopo vari test, è risultato evidente che i costi della vita quotidiana sono il più importante fattore responsabile della tossicità finanziaria.
D’altra parte, sulla sostenibilità finanziaria delle cure oncologiche si discute da molto. È evidente che l’obiettivo è che le terapie abbiano un costo accettabile, ma se è un obiettivo da tutti condiviso sulla carta,  è anche vero che il problema diviene sempre più rilevante con l’avvento dei nuovi farmaci: un problema, oltre che scientifico, politico-sociale. Risulta interessante che anche in questi studi presentati all’ASCO e che risentono ovviamente delle peculiarità del sistema sanitario statunitense, ad essere messo in discussione non è solo il costo del trattamento, ma anche e soprattutto il suo valore.

Valeria Montebello

Fonte: ASCO 2016, abs 6615, 6624