Survivorship care, le nuove linee guida MASCC-ASCO

A cura di Priscilla De Fiore By 29 Aprile 2025No Comments
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Con il crescente numero di pazienti che, grazie ai nuovi trattamenti oncologici, convivono a lungo termine con neoplasie avanzate o metastatiche, emerge la necessità di ridefinire il concetto di “survivorship care”. Al Congresso ASCO 2025 sarà presentata una sessione educativa dedicata alle nuove linee guida internazionali sviluppate dalla Multinational Association for Supportive Care in Cancer (MASCC) e dall’ASCO, specificamente orientate ai bisogni dei pazienti con malattia trattabile, ma non guaribile.

Come sottolineato da Michael Jefford (Peter MacCallum Cancer Centre, Australia), i modelli tradizionali di follow-up, pensati per la malattia precoce, non rispondono adeguatamente alle complessità fisiche, emotive, finanziarie e lavorative dei pazienti metastatici. Le nuove raccomandazioni identificano 7 standard pratici per ottimizzare l’assistenza, puntando sull’integrazione tra cura oncologica, gestione delle comorbidità e supporto psicosociale. In particolare, si sottolinea l’importanza di riconoscere e monitorare i bisogni persistenti, tra cui fatica cronica, dolore, ansia e problematiche finanziarie.

Andrea Smith (University of Sydney), portando la duplice prospettiva di ricercatrice e paziente con carcinoma mammario metastatico, evidenzia come queste linee guida rappresentino un cambiamento culturale nel riconoscere i bisogni peculiari dei pazienti con malattia avanzata. L’esperienza quotidiana di chi vive a lungo termine con terapie continuative, come la chemioterapia o l’immunoterapia cronica, mette in luce la necessità di modelli assistenziali flessibili e continuativi.

Dal punto di vista clinico, Larissa Nekhlyudov (Dana-Farber Cancer Institut) sottolinea diversi aspetti cruciali per la gestione dei pazienti metastatici nella pratica quotidiana. In primo luogo, evidenzia come la prognosi, grazie ai progressi terapeutici, sia divenuta sempre più fluida e difficile da definire rigidamente: patologie un tempo rapidamente fatali, come il carcinoma polmonare metastatico, oggi possono consentire sopravvivenze di diversi anni. Di conseguenza, la gestione clinica richiede una continua rivalutazione delle aspettative di vita e una stretta collaborazione tra oncologi e medici di medicina generale.

Inoltre, Nekhlyudov pone l’accento sulla necessità di integrare pienamente la gestione delle comorbidità all’interno del percorso oncologico: il controllo dell’ipertensione arteriosa, del diabete o di altre condizioni croniche diventa prioritario per evitare complicanze che potrebbero compromettere gli esiti a lungo termine. Un esempio emblematico è la prevenzione cardiovascolare: non è accettabile che un paziente in trattamento oncologico cronico soccomba a un infarto evitabile. Altro tema di rilievo è il riconoscimento precoce dei bisogni psicosociali ed emozionali di questi pazienti, che devono essere sistematicamente monitorati e indirizzati ai servizi appropriati di supporto, oncologico o palliativo, superando la tradizionale dicotomia tra “cura” e “palliazione”.

Nicolas Hart (University of Technology Sydney) conclude rimarcando la necessità di includere sistematicamente i pazienti metastatici sia nei programmi di survivorship care, sia nei protocolli di ricerca clinica. Storicamente esclusi per via di prognosi incerte, questi pazienti oggi vivono spesso per anni con la malattia e meritano pieno accesso a interventi di supporto e studi clinici. Il concetto di “convivenza cronica con il cancro” ridefinisce la sopravvivenza oncologica moderna.

Le nuove linee guida MASCC-ASCO rappresentano quindi un passo fondamentale verso un approccio più inclusivo, proattivo e personalizzato nella gestione della cronicità oncologica avanzata, contribuendo a migliorare qualità di vita, outcome clinici e pianificazione delle risorse sanitarie.