
Presentato ad ASCO 2026 il trial randomizzato controllato SUPPORT+, in grado di offrire una risposta concreta a una lacuna assistenziale ben nota: la gestione proattiva dei sintomi nei pazienti con cancro avanzato che non ricevono più trattamento sistemico e vivono principalmente in ambito domiciliare. I risultati dello studio, condotto da Wing-Lok Chan (Department of Clinical Oncology, The University of Hong Kong), mostrano che l’utilizzo di un’app mobile per il monitoraggio settimanale dei sintomi consente di preservare la qualità di vita correlata alla salute (HRQoL) e ridurre le ospedalizzazioni non programmate in questa popolazione.
Il razionale dello studio si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla digitalizzazione del percorso oncologico. Come già evidenziato su queste pagine a proposito dei patient-reported outcomes e del loro impatto clinico — e come discusso anche in occasione dell’ASCO 2024 a proposito della telemedicina nelle cure palliative del NSCLC — la raccolta sistematica e in tempo reale dei sintomi riferiti dal paziente rappresenta una leva strategica per migliorare sia la comunicazione clinica sia gli esiti di salute. SUPPORT+ si colloca esattamente in questo solco, ma con una specificità rilevante: si rivolge a pazienti in sola best supportive care, una fascia per cui le evidenze sull’efficacia degli strumenti digitali erano finora limitate.
Lo studio è un RCT multicentrico condotto su 6 cliniche di cure palliative a Hong Kong tra gennaio 2023 e febbraio 2025. I partecipanti, 1.214 in totale (590 nel braccio intervento, 624 nel controllo), con età mediana di 78 anni e una quota di caregiver come utilizzatori dell’app pari al 67,6%, sono stati randomizzati a ricevere SUPPORT+ in aggiunta alla usual care oppure la sola assistenza palliativa standard. L’app invia un promemoria automatico settimanale e sollecita la compilazione di un breve questionario sui sintomi fisici ed emotivi tramite la Integrated Palliative Care Outcome Scale (IPOS). In presenza di sintomi lievi o moderati, il sistema fornisce indicazioni pratiche di autogestione sia farmacologiche sia non farmacologiche; in caso di sintomi severi o in peggioramento, viene attivata automaticamente la notifica a un team infermieristico dedicato, che effettua il follow-up via app o telefono.
L’endpoint primario era la variazione dell’HRQoL misurata con l’EQ-5D-5L. Nell’analisi intention-to-treat, i punteggi del gruppo SUPPORT+ sono aumentati da 0,49 al baseline a 0,52 a 18 settimane, mentre nel gruppo di controllo si è registrato un calo da 0,50 a 0,38. L’EQ-5D-5L VAS ha mostrato un andamento analogo: incremento da 63,2 a 65,7 nel braccio interventistico, declino da 63,9 a 59,7 nel braccio controllo. Nell’analisi sul subset con dati completi (633 pazienti), entrambi i gruppi hanno mostrato un peggioramento atteso dell’HRQoL nel tempo — coerente con la progressione di malattia — ma la riduzione è risultata sistematicamente e significativamente inferiore nel gruppo SUPPORT+ (differenza media EQ-5D-5L index: −0,18; p<0,001; EQ-VAS: −6,54; p<0,001). Il deterioramento dell'ECOG Performance Status è stato meno frequente nel gruppo app rispetto al controllo (12,4% vs 17,4–18,9% a seconda dell'analisi). Sul fronte ospedalizzazioni, il braccio SUPPORT+ ha mostrato una riduzione significativa sia degli episodi di ricovero sia della durata della degenza (entrambi p≤0,001), mentre gli accessi al pronto soccorso sono risultati sovrapponibili tra i due gruppi. «I pazienti con cancro avanzato sopportano spesso i sintomi in silenzio» ha commentato Toby Christopher Campbell (University of Wisconsin, esperto ASCO di cure palliative). «Quando riescono a segnalarli e a ricevere supporto, stanno meglio, e questo si traduce in outcome migliori. Questo trial rafforza le evidenze che un reporting di qualità, combinato con interventi mirati, può migliorare sintomi e qualità di vita.» Campbell ha tuttavia sottolineato un limite pratico: il sistema presuppone che i pazienti siano in grado di interagire con un’applicazione e di implementarne le indicazioni, il che può rappresentare una barriera in popolazioni anziane o con bassa alfabetizzazione digitale — aspetto non secondario, considerando l’età mediana elevata dei partecipanti (78 anni) e l’alta quota di utilizzo mediato dai caregiver.
I ricercatori prevedono di sviluppare ulteriormente la piattaforma SUPPORT+ integrando strumenti di intelligenza artificiale per un supporto continuo h24 a pazienti e caregiver, con valutazione preliminare in studi di fattibilità prima di futuri RCT. È prevista anche un’analisi formale di costo-efficacia per valutare l’impatto sul sistema sanitario e la sostenibilità a lungo termine del modello.


