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Screening del tumore polmonare anche tra i non fumatori?

A cura di Luciano De Fiore By 5 Giugno 2023No Comments
Dai congressi

I risultati preliminari del Female Asian Nonsmoker Screening Study, presentato all’ASCO23, dimostrano la fattibilità di un programma di screening del cancro al polmone anche in una popolazione di non fumatori.

Il tumore al polmone (LC) è la principale causa di morte per cancro negli americani di origine asiatica e purtroppo la maggior parte dei casi viene diagnosticata in fase avanzata o tardiva. In Asia, circa il 60-80% delle donne affette da LC non sono mai state fumatrici. L’attuale screening negli Stati Uniti con TC del torace a basso dosaggio (LDCT) è offerto solo a chi fuma o ha fumato, in base al National Lung Screening Trial (NLST). Il tasso di rilevamento del tumore polmonare nel NLST è dell’1,1%. Lo studio TALENT, uno studio di screening del LC per i non fumatori ad alto rischio a Taiwan, ha rilevato un tasso del LC del 2,6% comprendente adenocarcinoma invasivo (adeno), adeno in situ, adeno minimamente invasivo e carcinoma adenosquamoso. Il tasso di rilevamento dell’adeno invasivo è stato dell’1,52%.

A Chicago sono stati presentati i risultati preliminari di uno studio prospettico multicentrico volto a valutare la fattibilità negli Stati Uniti di uno screening per le donne di origine asiatica non fumatrici con scansioni toraciche a basso dosaggio.

Per entrare nello studio bisognava essere donna, di età compresa tra i 40 e i 74 anni, non aver mai fumato o aver fumato meno di 100 sigarette in tutta la vita, essere di origine asiatica. È stato escluso chi avesse avuto un tumore al polmone o avesse subito un trattamento per qualsiasi altro tumore da meno di 5 anni. Dopo aver ottenuto il consenso informato, i pazienti idonei sono stati sottoposti a una discussione con condivisione delle decisioni prima di procedere a una scansione del torace LDCT. Al momento di ogni scansione è stato eseguito un test plasmatico per l’analisi dei frammenti di DNA libero da cellule (cfDNA) per una eventuale diagnosi precoce di tumore. Un questionario registrava inoltre l’etnia, l’anamnesi familiare e le esposizioni ambientali. Dal gennaio 2021 al 15 gennaio 2023, 222 pazienti hanno firmato il consenso e 201 hanno effettuato una LDCT basale presso la NYU. L’età variava da 40 a 74 anni e la mediana era di 56,8 anni. Ottantatre (41%) hanno riferito una storia familiare di tumore polmonare. Dei 201 pazienti che hanno completato una LDCT al basale, 87 (43%) avevano un RDS 1, 101 (50%) un RDS 2, 6 (3%) un RDS 3 e 7 (3,5%) un RDS 4. Cinque pazienti con RDS 3 e 3 con RDS 4 presentavano noduli solidi, subsolidi o “a vetro smerigliato” >6 mm e rimangono in stretto follow-up. A TRE pazienti è stato diagnosticato un adenopolmonare invasivo, per un tasso di individuazione del LC dell’1,5%; 2 sono in stadio IIB e 1 in stadio IIIC. Tutti i pazienti sono stati resecati chirurgicamente, sono positivi alla mutazione EGFR e stanno ricevendo osimertinib in adiuvante. L’analisi dei profili di frammentazione del cfDNA è in corso.

L’espansione dello screening del tumore al polmone ad altre popolazioni oltre ai fumatori di sigarette, come appunto i non fumatori, è legata alle maggiori opzioni terapeutiche disponibili oggi nel trattamento del tumore al polmone in fase precoce, come l’approvazione di osimertinib in adiuvante frutto dello studio ADAURA presentato qui a Chicago. Questo trial potrebbe dunque contribuire a prevedere uno screening anche per chi non fuma, tenendo conto che purtroppo a molti viene diagnosticato un tumore al polmone al IV stadio proprio a causa della mancanza di screening.

Fonte: ASCO23, abstract 8510: Preliminary results from the Female Asian Nonsmoker Screening Study (FANSS).