Scarsa generalizzabilità dei trial clinici registrativi, i numeri sono clamorosi

A cura di David Frati By 9 Dicembre 2025Giugno 11th, 2026No Comments
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Nonostante vi sia solo una differenza del 2,6% nel tasso di incidenza del carcinoma mammario tra donne caucasiche e afroamericane, queste ultime hanno una probabilità di morire per carcinoma mammario superiore del 42%. Sebbene le storiche dinamiche migratorie, le iniquità sistemiche e fattori biologici quali i polimorfismi genetici e la diversità del microbioma contribuiscano tutti alle risposte terapeutiche variabili tra i diversi gruppi razziali ed etnici, la causa di questa profonda disparità va ricercata anche nella rappresentatività estremamente scarsa delle popolazioni di pazienti arruolati nei trial clinici registrativi. Lo dimostra uno studio presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2025.

I ricercatori coordinati da Sam Ranger dell’Indy Hematology Education di Carmel, Indianapolis, hanno evidenziato come gli attuali disegni degli studi clinici spesso non riescano a tenere conto delle differenze presenti tra i gruppi razziali ed etnici, portando ad approvazioni regolatorie basate su dati non generalizzabili, ovvero con la capacità di inferire l’effetto medio del trattamento da un campione all’intera popolazione target. Per valutare ulteriormente la generalizzabilità dei farmaci per il carcinoma mammario approvati nell’ultimo decennio 2015-2025 i ricercatori hanno analizzato i dati della Food and Drug Administration.

Spiega Ranger: “Tra il 3 febbraio 2015 e il 27 gennaio 2025, abbiamo identificato 33 approvazioni di farmaci per il carcinoma mammario e abbiamo utilizzato il calcolatore DRIVE per valutare la generalizzabilità dell’approvazione del farmaco per le popolazioni target in cui verrà utilizzato. Ogni studio è stato esaminato per l’inclusione di dati demografici e per la segnalazione della composizione razziale/etnica dei suoi partecipanti. A seguito di questa revisione, è stato assegnato a ciascuno studio un punteggio DRIVE, variabile da 0 a 5. In precedenza, abbiamo definito un punteggio DRIVE minimo di 3 come benchmark per l’eccellenza e la rilevanza clinica basata sulla rappresentazione razziale”. Solo 9 studi clinici sul carcinoma mammario hanno soddisfatto i criteri per l’eccellenza clinica, rivelando una schiacciante mancanza di generalizzabilità all’interno di queste approvazioni da parte dell’FDA. In un decennio, ben 24 studi clinici registrativi non sono riusciti a soddisfare i requisiti minimi per l’eccellenza clinica.

Spiega Ranger: “Questa mancanza di rappresentazione esacerba le disparità, in particolare tra le minoranze, e lascia lacune critiche nella comprensione delle potenziali reazioni avverse. Lo scopo di questa analisi è sottolineare la necessità di minimizzare gli errori concettuali terapeutici, ovvero l’assunto che farmaci approvati con dati promettenti da studi clinici abbiano dimostrato efficacia su tutte le popolazioni di pazienti. Una chiara comprensione del ranking DRIVE e del suo scopo può aiutare clinici e pazienti a identificare quali farmaci siano supportati da dati generalizzabili e trasportabili, guidando in ultima analisi pratiche di ricerca clinica più inclusive ed eque. Per queste ragioni, sosteniamo l’uso esclusivo di studi che soddisfano gli standard minimi per l’eccellenza clinica come base per le approvazioni FDA, garantendo benefici equi per tutti i pazienti”.