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Scarsa aderenza alla terapia ormonale nel carcinoma della mammella

By 19 Ottobre 2018Maggio 12th, 2021No Comments
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Su 6 donne in premenopausa affette da carcinoma della mammella ai primi stadi, 1 non aderisce alla terapia con tamoxifen dopo un anno di trattamento, aumentando così il rischio di recidive e mortalità. È questa la conclusione a cui è giunto uno studio francese i cui risultati sono stati presentati oggi al Congresso dell’European Society for Medical Oncology (ESMO) in corso a Monaco di Baviera.

La ricerca ha preso in considerazione 1799 pazienti in premenopausa e sottoposte a terapia ormonale adiuvante incluse nella coorte dello studio CANTO, composto da circa 12.000 donne con carcinoma della mammella in stadio da I a III. I ricercatori hanno indagato l’aderenza alla terapia analizzando i livelli di tamoxifen nel sangue delle pazienti dopo 1, 3 e 5 anni di trattamento e confrontandoli con i self-report. Dai risultati è emersa, dopo un anno di trattamento, un’aderenza alla terapia non adeguata nel 16% delle pazienti: il 10,7% è risultata completamente non aderente (livelli di tamoxifen nel sangue non rilevabili) mentre nel restante 5,3% l’aderenza è risultata inferiore a quanto previsto. Inoltre, dall’analisi dei self-report è emerso che il 50% delle pazienti con livelli di tamoxifen nel sangue non rilevabili non aveva dichiarato tale non-aderenza.

“Dovremmo prenderci del tempo per capire se le pazienti stanno affrontando degli effetti collaterali tali da influenzare l’aderenza – ha sottolineato Barbara Pistilli, oncologa dell’Institut Gustave Roussy di Villejuif (Francia) –, e supportarli in modo che si sentano più liberi a parlare della loro non-aderenza e a discutere delle opzioni disponibili per superare il problema”. “È fondamentale individuare i fattori coinvolti nella non aderenza”, ha invece commentato Giuseppe Curigliano, a capo della divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative dell’Insituto Europeo di Oncologia di Milano. Ad esempio, è noto che le credenze relative al cancro e ai trattamenti oncologici hanno un impatto importante in questo senso, con la paura per le recidive che agisce come fattore positivo per l’aderenza. “I medici devo instaurare una buona relazione con i pazienti e cercare di comprenderne la personalità, in modo da orientare positivamente la discussione e impedire l’emergere di incomprensioni in grado di ridurre l’aderenza alla terapia”.

Fabio Ambrosino

▼ Pistilli B. Serum Assessment of non-adeherence to adjuvant endocrine therapy (ET) among premenopausal patients in the prospective multicenter CANTO cohort. Abstract 185O_PR. ESMO 2018.